Il segretario generale della Lega araba denuncia un piano per “ebraizzare” Gerusalemme

"Questo piano si è intensificato da decenni con strumenti diversi e a diversi livelli" ha detto

Gerusalemme

Il segretario generale della Lega degli Stati arabi, Ahmed Aboul-Gheit, ha dichiarato che gli espropri delle abitazioni di famiglie palestinesi nel quartiere di Sheik Jarrah fanno “parte di un piano israeliano per ebraizzare Gerusalemme est”. “Israele cerca di convincere il mondo intero che quello che sta succedendo a Sheik Jarrah è una disputa immobiliare su un certo numero di case. Tuttavia, come sappiamo, è in realtà parte di un piano integrato per ebraizzare Gerusalemme nel tentativo di trasformarla in una città completamente ebraica”, ha dichiarato Aboul-Gheit durante una sessione straordinaria dei ministri degli Esteri della Lega araba, organizzata per discutere l’escalation in corso tra israeliani e palestinesi. “Questo piano si è intensificato da decenni con strumenti diversi e a diversi livelli. Tuttavia, i governi israeliani di estrema destra hanno recentemente iniziato a prendere il ritmo di questo piano, raddoppiando la presenza di coloni nella città e intensificando le politiche di esproprio e sfollamento forzato di palestinesi”, ha proseguito il responsabile della Lega araba.



L’esecuzione dell’esproprio di quattro famiglie palestinesi dal quartiere di Sheikh Jarrah ha provocato forti tensioni sfociate in proteste da parte della popolazione palestinese di Gerusalemme est. Il caso è emerso dopo che un tribunale israeliano ha predisposto l’esproprio delle abitazioni perché costruite su terreni che erano di proprietà di associazioni religiose ebraiche prima della fondazione di Israele, nel 1948.

A seguito dell’escalation di violenza, ieri, la Corte Suprema ha annullato un’udienza prevista per stabilire l’esecuzione dell’esproprio. Le famiglie hanno chiesto al procuratore generale Avichai Mandelblit di prendere parte al caso, che da parte sua ha chiesto alla Corte Suprema di esaminare la questione. Intanto, gli sgomberi previsti – già approvati dai tribunali inferiori – non andranno avanti. “Una nuova data verrà stabilita entro i prossimi 30 giorni. Nel frattempo, fino a nuovo avviso, ordino il congelamento della decisione da parte della corte d’appello, il che non implica alcuna posizione riguardo alla decisione di quella corte inferiore”, ha scritto nella sentenza il giudice Yitzhak Amit.



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