Il tribunale spagnolo archivia la denuncia per genocidio contro il leader del Polisario Ghali

Secondo il magistrato, i fatti in esame, sono ormai caduti in prescrizione

polisario ghali

Il giudice del Tribunale nazionale spagnolo, Santiago Pedraz, ha archiviato la denuncia per genocidio presentata dall’Associazione saharawi per la difesa dei diritti dell’uomo contro Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, movimento nato negli anni ’70 per l’autodeterminazione e l’indipendenza del popolo saharawi dal Marocco.



Secondo il magistrato, i fatti in esame, atti che sarebbero stati commessi contro cittadini marocchini tra il 1975 ed il 1990, sono ormai caduti in prescrizione e, inoltre, il reato di genocidio non è accreditato in quanto le deposizioni dei testimoni contraddicono le affermazioni della denuncia.

La causa è stata intentata nel 2008 contro Ghali e altri 27 membri del Polisario per presunti crimini di genocidio, lesioni, terrorismo, tortura e sparizioni. Pedraz ha aggiunto che, senza analizzare se i fatti possano costituire il crimine di genocidio, la condotta esposta nella denuncia non include tutti gli elementi richiesti per questo tipo di crimine.



Pedraz sta anche valutando una seconda denuncia depositata nel 2019 da un dissidente del gruppo indipendentista, nella quale Ghali è accusato di tortura e altri crimini.  Ghali si trovava in Spagna, dove è giunto per trattamenti contro il Covid-19 grazie a una falsa identità. Il governo di Madrid aveva spiegato che a Ghali era stato concesso un trattamento in Spagna come gesto umanitario, tuttavia la mossa aveva portato a forti tensioni con il Marocco, con Rabat che tra il 17 e 18 maggio ha allentato il controllo alle frontiere consentendo l’arrivo a Ceuta, città autonoma spagnola in territorio nordafricano, di circa 8 mila immigrati irregolari. In seguito al miglioramento delle sue condizioni di salute, Ghali ha abbandonato la Spagna il 2 giugno scorso.

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