Imprese: francese Vivendi apre a maggioranza dello Stato italiano nella rete Tim

Lo ha annunciato un portavoce della società a due settimane dall'Opa della statunitense Kkr

tim vivendi

Vivendi, il principale azionista di Tim, ha aperto alla possibilità che lo Stato italiano assuma il controllo della maggioranza nella rete. Lo ha annunciato oggi un portavoce di Vivendi citato dalla stampa francese, che sottolinea come la dichiarazione segni un cambio di posizione del gruppo mentre gli investitori di Tim si preparano a dare il via libera al piano di riacquisto da 10,8 miliardi di euro presentato da fondo statunitense Kkr. Finora, infatti, il gruppo francese Vivendi non aveva aperto alla possibilità che lo Stato italiano assumesse il controllo della rete fissa di Tim. Secondo il portavoce, Vivendi sarebbe interessata a qualsiasi soluzione che “promuova l’efficienza e la modernità della rete, preservando il valore del suo investimento”. “L’ipotesi del controllo statale della rete, se può portare a un progetto strategico guidato dalle istituzioni, sarà certamente valutata con apertura”, ha aggiunto il portavoce citato dai media francesi.



Vivendi apre allo Stato dopo l’offerta di Kkr

Lo scorso 21 novembre il Consiglio di amministrazione di Tim aveva preso atto della intenzione di Kohlberg Kravis Roberts (Kkr), allo stato “non vincolante e indicativa”, di effettuare una possibile operazione sulle azioni di Tim attraverso un’offerta pubblica di acquisto sul 100 per cento delle azioni ordinarie e di risparmio della società, volta al delisting”. In una nota, il gruppo aveva spiegato che “la manifestazione d’interesse, come detto non vincolante e basata su informazioni di pubblico dominio, sarebbe soggetta alla condizione del raggiungimento della soglia di adesione minima del 51 per cento del capitale sociale di entrambe le categorie azionarie”. “La manifestazione d’interesse è stata qualificata da Kkr ‘amichevole’ e aspira ad ottenere il gradimento degli amministratori della società e il supporto del management. Essa è, allo stato, condizionata tra l’altro allo svolgimento di una due diligence confirmatoria di durata stimata in quattro settimane, nonché al gradimento da parte dei soggetti istituzionali rilevanti” (ovvero al parere del governo che ha sulla società la possibilità di esercitare il golden power. “Il prezzo indicato da Kkr nella manifestazione d’interesse, da pagare interamente per cassa – da considerarsi allo stato, oltre che non vincolante, anche meramente indicativo – sarebbe pari a 0.505 centesimi per azione ordinaria o risparmio”, conclude la nota. Due giorni dopo, il 23 novembre, Vivendi aveva reso noto di non avere “nessuna intenzione di cedere la sua partecipazione” all’interno di Tim. Un portavoce del gruppo francese, parlando dell’interessamento del fondo statunitense Kkr mostrato nei confronti di Tim, aveva spiegato che “Vivendi è un azionista di lungo termine”, sottolineando che il gruppo “reitera la volontà di lavorare con le autorità e le istituzioni pubbliche italiane per assicurare il successo di lungo termine di Telecom Italia”.

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