Incontro Di Maio-Mangoush, l’Italia tornerà a Bengasi e Sebha per sostenere la Libia

Incontro alla Farnesina tra il ministro degli Affari esteri italiano e l'omologo del governo libico

L’Italia punta a riaprire il consolato generale a Bengasi “il prima possibile” per scongiurare il rischio di partizione della Libia e per sostenere gli sforzi di riconciliazione delle nuove autorità libiche. E’ questo il punto centrale emerso oggi dall’incontro tenuto alla Farnesina tra il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, e l’omologa del Governo di unità nazionale della Libia, Najla el Mangoush. Originaria proprio di Bengasi, El Mangoush è la prima donna a ricoprire il ruolo di ministro degli Affari esteri nella storia della Libia e ha scelto l’Italia per la sua prima missione ufficiale in un Paese europeo. “Ho confermato alla ministra l’imminente riattivazione del consolato generale d’Italia a Bengasi. Si tratta di un segnale importante nel solco della decisione italiana di aver mantenuto operativa l’ambasciata a Tripoli anche nei momenti più critici del periodo successivo alla rivoluzione. Il rafforzamento della presenza istituzionale italiana sul territorio del Paese, e questo è un elemento centrale, conferma il sostegno dell’Italia a sostegno dell’integrità territoriale libica. A riguardo ricordo anche la decisione di istituire un consolato onorario nella città di Sebha, nel Fezzan”, ha detto Di Maio.



“Salutiamo l’apertura consolato d’Italia a Bengasi. Speriamo che sia l’inizio di una nuova pagina tra i due Paesi”, ha dichiarato da parte sua la ministra del nuovo Governo di unità nazionale libico guidato dal premier Abdulhamid Dabaiba. Di Maio ha detto che l’Italia ribadisce il proprio impegno alla stabilizzazione della Libia “attraverso un processo guidato dai libici e sostenuto dall’azione di Unsmil”, la missione delle Nazioni Unite nel Paese nordafricano. “Abbiamo confermato la piena disponibilità a collaborare con la nuova autorità esecutiva unificata ad interim per sostenere la prossima fase di transizione istituzionale”, ha detto il capo della diplomazia italiana, evidenziando l’importanza che il Governo di unità nazionale raggiunga “obiettivi prioritari quali la tenuta delle elezioni il 24 dicembre, la completa attuazione del cessate il fuoco, l’avvio di un effettivo processo di riconciliazione e una risposta alla grave crisi socio-economica, a partire dalla fornitura alla popolazione dei servizi essenziali di cui ha bisogno”.

L’Italia, ha aggiunto Di Maio, ritiene “prioritario” il ritiro di tutti i combattenti stranieri dalla Libia e la riapertura della strada costiera tra Sirte e Misurata. “Sul piano militare, come Italia riteniamo prioritaria l’attuazione di tutte le clausole dell’accordo di cessate il fuoco, a partire dalla riapertura della strada costiera tra Sirte e Misurata (…) e il ritiro di tutti i combattenti e mercenari stranieri”, ha aggiunto il capo della diplomazia italiana. Inoltre, l’Italia è “pienamente disponibile” a una collaborazione “di ogni tipo” con le nuove autorità della Libia al fine di servire servizi essenziali alla popolazione libica. “Ho segnalato alla ministra El Mangoush l’importanza di definire e attuare le riforme economiche per rispondere ai bisogni della popolazione. Ho anche detto che l’Italia è pienamente disponibile alla collaborazione di ogni tipo per fornire servizi essenziali alla collaborazione libica, un tema su cui è pienamente impegnato il Governo di unità nazionale libico”, ha aggiunto Di Maio.



Il nuovo governo della Libia, ha detto El Mangoush, auspica il ritorno delle imprese italiane nel Paese e spera di poter avviare quanto prima i lavori dell’autostrada costiera del Paese nordafricano. La ministra ha sottolineato che i rapporti tra Italia e Libia sono storici e sono stati ribaditi dal Trattato di amicizia firmato nel 2008. “Apprezziamo la decisione dell’Italia di aver mantenuto aperta la propria ambasciata a Tripoli durante la guerra, così come il lavoro fatto dall’ospedale da campo di Misurata che ha offerto aiuto nella cura dei pazienti e dei feriti libici”, ha dichiarato la ministra. Per la titolare della diplomazia libica, è inoltre necessario attivare i risultati della Conferenza di Berlino per rivedere le modalità di attuazione del cessate il fuoco e l’uscita delle forze militari straniere illegali dalla Libia, in modo da poter svolgere le elezioni in condizioni di sicurezza e stabilità.

 

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