Incontro in prefettura sulla discarica di Albano, il sindaco: “Impugneremo ordinanza Raggi”

Le parole del primo cittadino Massimiliano Borelli uscendo da Palazzo Valentini a Roma

rifiuti

Incontro in prefettura sull’ipotesi della riapertura della discarica di Albano Laziale. “Il prefetto ha ascoltato le nostre ragioni, ci ha spiegato che sono stati fatti diversi tavoli tecnici da cui sono emerse più ipotesi. La valutazione fatta dalla sindaca di Città metropolitana Virginia Raggi è quella di una ordinanza per riaprire la discarica che però viene lanciata e confermata ogni giorno, ma a oggi non è ancora stata emessa”, ha spiegato il sindaco di Albano Laziale Massimiliano Borelli uscendo da Palazzo Valentini a Roma. “Al momento – ha aggiunto – non abbiamo nessuna bozza e non ci sono state interlocuzioni ufficiali con Raggi. Non sappiamo se nell’ordinanza verranno superate le criticità che i sindaci del territorio hanno evidenziato a più riprese ma in ogni caso confermiamo la volontà di opporci e di impugnare l’atto al Tar”.



Al confronto con il prefetto Matteo Piantedosi, durato circa un’ora, hanno partecipato: il sindaco di Albano Laziale, Massimiliano Borelli, i sindaci di Ardea, Mario Savarese; Pomezia, Adriano Zuccalà; Ariccia, Gianluca Staccoli; Genzano, Carlo Zoccolotti; Nemi, Alberto Bertucci; il vicesindaco di Rocca di Papa, Paolo Gatta; il presidente del consiglio comunale di Lanuvio, Maurizio Santoro. “Siamo sindaci di diverse aree politiche – ha precisato il primo cittadino di Albano Laziale -, rappresentiamo il centrosinistra, il centrodestra e il Movimento 5 stelle, e siamo fortemente preoccupati per i nostri territori”.

Borelli ha infine precisato che nella seduta di stamattina della commissione Ambiente di Città metropolitana, in cui è stata confermata l’emissione “in tempi rapidi” dell’ordinanza che imporrà la riapertura del sito chiuso dal 2016, “era presente il centrosinistra con diversi consiglieri, era assente soltanto il M5s”. La discarica di Albano Laziale ha sei invasi colmi e un settimo con una disponibilità di circa 200 mila tonnellate per rifiuti da sottoporre prima a trattamento. È stata chiusa a causa dell’incendio che nel 2016 distrusse completamente il Tmb che rendeva i rifiuti idonei a essere interrati.



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