Incursioni cinesi in Indonesia, il governo intende triplicare la flotta di sottomarini

L'Indonesia è il terzo Paese al mondo per la vastità delle aree marittime

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Il governo dell’Indonesia intende triplicare la flotta di sottomarini d’attacco della sua Marina militare sino a 12 unità in risposta alle incursioni della Cina nelle aree del Mar Cinese Meridionale contese dai due Paesi. Lo riferisce la stampa indonesiana, appena un mese dopo l’incidente che ha causato l’affondamento di un sottomarino militare indonesiano, e la morte dei 56 membri dell’equipaggio. Secondo le indiscrezioni di funzionari governativi anonimi, Giacarta intende anche aumentare il numero di corvette da destinare a operazioni di pattugliamento e difesa dei confini marittimi, specie attorno alle isole Natuna, rivendicate dalla Cina.



L’Indonesia è il terzo Paese al mondo per la vastità delle aree marittime entro la sua zona economica esclusiva, ma la sua flotta di sottomarini è minuscola: dopo l’affondamento del sottomarino KRI Nanggala-402, infatti, il Paese conta appena quattro unità; il Giappone, sesto al mondo per ampiezza della sua zona economica esclusiva, opera di contro 20 sottomarini. Il ministro della Difesa indonesiano, Prabowo Subianto, aveva già affermato dopo l’incidente dello scorso aprile che il governo intende aumentare le risorse destinate al rafforzamento della Marina.

Per quanto riguarda in particolare i sottomarini, l’Indonesia sta negoziando un accordo per la produzione congiunta con la Corea del Sud, mentre Francia, Russia e Turchia hanno già formulato offerte di esportazione. Il Giappone potrebbe presentare a sua volta un’offerta nei mesi a venire.



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