India: 23 agenti uccisi in un attacco maoista a Chhattisgarh

E' il più grave attacco di questo genere da anni a questa parte

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Sono 23 gli agenti delle forze di sicurezza indiane rimaste uccise nel fine settimana in un attacco di matrice maoista nelle foreste della regione di Chhattisgarh, nel nord-est del Paese. Lo riporta il quotidiano “Times of India” riferendo della visita questa mattina nella regione del ministro dell’Interno Amit Shah. “Il governo è determinato a portare il conflitto creato dai naxaliti alla sua logica conclusione”, ha detto nell’occasione Shah utilizzando il termine con cui gli indiani si riferiscono ai ribelli maoisti. “Il Paese non dimenticherà mai il vostro coraggio e il vostro sacrificio. L’intera India è al fianco delle famiglie colpite”, ha affermato durante il tributo alle vittime dell’attacco. In giornata il ministro presiederà una riunione al Centro di coordinamento della polizia a Jagdalpur per rivedere la situazione di sicurezza nell’area e incontrerà alcuni dei 30 militari feriti in ospedale.



Quello del fine settimana è stato il più grave attacco di questo genere da anni a questa parte. Secondo fonti della polizia, la sparatoria è scoppiata a seguito di un’imboscata dei ribelli maoisti contro i militari partecipanti a un’operazione congiunta di varie forze speciali nei pressi del villaggio di Jonnaguda. Anche il primo ministro Narendra Modi ha esteso nel fine settimana le sue condoglianze alle famiglie delle vittime.

“I miei pensieri sono per le famiglie di chi ha perso la vita combattendo contro i maoisti nel Chhattisgarh. I sacrifici di questi coraggiosi martiri non saranno mai dimenticati. Possano i feriti guarire al più presto”, ha scritto su Twitter il capo del governo. I maoisti combattono da oltre tre decenni nelle zone centrali e orientali dell’India e sostengono di essere insorti per rivendicare “i diritti delle popolazioni tribali della regione”.



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