India: in arrivo disegno di legge su divieto di criptovalute private

L’Rbi aveva annunciato a luglio che stava lavorando a una valuta digitale della banca centrale

criptovalute

Nella prossima sessione del parlamento indiano, che si aprirà il 29 novembre, il governo presenterà un disegno di legge per vietare le criptovalute private e creare un quadro normativo per l’emissione di una valuta digitale da parte della Reserve Bank of India (Rbi), la banca centrale. È quanto risulta dal bollettino della Camera del popolo, la camera bassa, in cui viene citato il disegno di legge The Cryptocurrency & Regulation of Official Digital Currency Bill, 2021. L’Rbi aveva annunciato a luglio che stava lavorando a una valuta digitale della banca centrale (Cbdc), una moneta a corso legale in forma digitale scambiabile uno a uno con la moneta fiat. La banca centrale ha più volte definito le criptovalute un rischio per la stabilità finanziaria e nel 2018 ha emesso una circolare per vietare alle banche e alle istituzioni poste sotto il suo controllo di scambiare e fornire servizi legati a valute virtuali. La circolare, però, è stata annullata dalla Corte suprema nel 2020.



La sessione parlamentare invernale, che dovrebbe concludersi il 23 dicembre, seguirà quella monsonica (19 luglio – 13 agosto) e precederà quella dedicata al bilancio; potrebbe avere rilevanza politica ai fini delle elezioni in programma nei prossimi mesi in cinque Stati, tra i quali l’Uttar Pradesh, il più popoloso. In vista dell’apertura dei lavori, la scorsa settimana il primo ministro, Narendra Modi, dopo più di un anno di proteste da parte degli agricoltori, ha annunciato che il governo ha deciso di procedere alla revoca delle tre leggi di riforma del commercio agricolo approvate nel settembre del 2020. Tra gli altri temi del dibattito potrebbero esserci l’inflazione e le recenti violenze contro i civili nel Kashmir.

Il parlamento federale indiano è bicamerale. La Camera del popolo (Lok Sabha), la camera bassa, si compone di un massimo di 552 deputati (attualmente sono 543), tutti elettivi, per un mandato di cinque anni, tranne due che possono essere nominati dal presidente della Repubblica in rappresentanza della comunità anglo-indiana. Il Consiglio degli Stati (Rajya Sabha), la camera alta, si compone al massimo di 250 consiglieri (attualmente sono 245), di cui dodici di nomina presidenziale; quelli elettivi vengono eletti dalle assemblee legislative statali in proporzione al numero degli abitanti per un mandato di sei anni, con il rinnovo di un terzo dei seggi ogni due.



Nel sistema parlamentare indiano le proposte legislative possono essere presentate nell’una o nell’altra camera, tranne quelle di natura finanziaria che competono alla Camera del popolo. Il Consiglio degli Stati può fare solo raccomandazioni sulle proposte di iniziativa della Camera del popolo, entro un periodo di quattordici giorni. Le leggi approvate dal parlamento vengono poi promulgate dal presidente della Repubblica. L’ordinanza, invece, è un decreto presidenziale promulgato su raccomandazione dell’esecutivo; può essere emessa solo se non è in corso una sessione parlamentare; permette di prendere un’iniziativa legislativa rapidamente, ma decade se il parlamento non la conferma entro sei settimane o vota una risoluzione di disapprovazione.

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