Intelligence a Ramallah, Tel Aviv e Gaza: prosegue la mediazione dell’Egitto

Va avanti la vasta iniziativa diplomatica avviata dal Cairo per affrontare la crisi in Medio Oriente

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Prosegue la vasta iniziativa diplomatica avviata dall’Egitto per affrontare la crisi in Medio Oriente, con la visita prevista per oggi di una delegazione dell’intelligence egiziana nella Striscia di Gaza, dove avranno luogo incontri con i gruppi che controllano l’enclave palestinese. La delegazione, guidata dal capo dei servizi del Cairo, generale Abbas Kamel, si è già recata ieri a Tel Aviv e Ramallah, dove ha incontrato autorità e funzionari israeliani e dell’Autorità nazionale palestinese (Anp). L’Egitto, che ha svolto un ruolo di primo piano nella mediazione che ha condotto alla cessazione delle ostilità tra gruppi palestinesi e Israele a Gaza, lo scorso 21 maggio, intensifica gli sforzi con l’obiettivo di ricomporre la frattura intra-palestinese e depotenziare il ruolo dell’Iran, forte alleato del gruppo Hamas. Fonti dell’emittente panaraba di proprietà saudita “Al Arabiya” spiegano infatti che il messaggio principale che il Cairo invierà alle fazioni di Gaza è che non permetterà all’Iran di avere alcun ruolo nella crisi.



Secondo quanto riferito dal quotidiano panarabo “Al Arabi al Jadid”, Hamas avrebbe ricevuto in precedenza un messaggio dall’Egitto, secondo cui la prosecuzione dei negoziati su una tregua con Israele dovrà includere un accordo per lo scambio di prigionieri. Israele starebbe infatti facendo pressioni per collegare il rilascio dei prigionieri al benestare per l’avvio degli sforzi per la ricostruzione degli edifici della Striscia di Gaza, distrutti durante il conflitto tra le Forze di difesa israeliane e Hamas durato dal 10 al 21 maggio. Il 28 maggio, un’altra delegazione dell’intelligence egiziana si è recata nella Striscia di Gaza per incontrare il leader dell’ala militare di Hamas, le brigate Izz ad-Din al Qassam, Marwa Issa, per facilitare i colloqui sull’accordo per lo scambio di prigionieri. Hamas, dal canto suo, insiste nel tenere il rilascio dei prigionieri separato dalla tregua con Israele. Attualmente a Gaza sono detenuti due civili israeliani, Avraham Avera Mengistu e Hisham a-Sayed, e le spoglie di due militari israeliani uccisi in combattimento nel 2014 di Oren Shaul e Hadar Goldin.



In Israele, ieri, Kamel e la sua delegazione hanno incontrato il premier Benjamin Netanyahu e il consigliere per la sicurezza nazionale, Meir ben Shabbat. Fonti di “Al Arabiya” e dell’emittente televisiva saudita “Al Hadath” hanno riferito che il capo dell’intelligence egiziana ha chiesto a Israele di fermare gli insediamenti nei Territori palestinesi, sospendere lo sfollamento dei palestinesi e presentare un progetto di armistizio sotto la supervisione internazionale, mentre le autorità israeliane hanno presentato al funzionario egiziano “prove” del coinvolgimento dell’Iran nelle ostilità a Gaza. Durante il colloquio tenuto ieri pomeriggio con il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas, Kamel ha recapitato al presidente un messaggio da parte dell’omologo egiziano, Abdel Fattah al Sisi, il quale ha ribadito il suo sostegno al popolo palestinese, sottolineando che la causa palestinese rimarrà al centro degli interessi dello Stato egiziano. Al Sisi ha inoltre fatto appello ad aumentare gli sforzi per porre fine alla frattura intra-palestinese, sottolineando d’altra parte la necessità di adottare tutte le misure necessarie per evitare che l’escalation tra Israele e gruppi palestinesi si ripeta. Durante l’incontro con Kamel, Abbas ha discusso degli ultimi sviluppi nell’area e della ricostruzione della Striscia di Gaza.

A conferma del ruolo di primo piano assunto dall’Egitto nello scenario regionale dopo la recente ripresa delle ostilità tra israeliani e palestinesi a Gaza, ieri il Cairo ha visto la presenza del ministro degli Esteri israeliano, Gabi Ashkenazi, nella prima visita ufficiale di un capo della diplomazia di Israele da 13 anni a questa parte. Ad Ashkenazi l’omologo dell’Egitto Sameh Shoukry ha chiesto che Israele “eviti provocazioni” che possano riaccendere le tensioni tra israeliani e palestinesi. Il responsabile della diplomazia egiziana ha espresso all’omologo israeliano la necessità di preservare la tregua “interrompendo tutte le pratiche che rischiano di produrre tensioni ed escalation di violenza, in particolare nei Territori palestinesi”, invitando le autorità israeliane a “tenere conto della particolare sensibilità associata a Gerusalemme Est, alla moschea di Al Aqsa e ai luoghi santi musulmani e cristiani”. Hafez ha precisato che nel loro colloquio i due ministri hanno discusso il rilancio del percorso politico attraverso negoziati “seri”, con Shoukry che ha sottolineato come la soluzione a due Stati sia l’unico modo per raggiungere la pace, la sicurezza e la stabilità nella regione.

 

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