Iran: Aiea conferma avvio arricchimento dell’uranio al 60 per cento

L’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha dato conferma in un rapporto diffuso ieri sera

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L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha confermato, in un rapporto diffuso ieri sera, che l’Iran ha avviato le procedure per arricchire l’uranio al 60 per cento. Lo ha annunciato il rappresentante permanente di Teheran presso le organizzazioni internazionali a Vienna, Kazem Gharibabadi. “L’Agenzia ha verificato, il 17 aprile, che l’Iran ha avviato la produzione di esafluoruro di uranio arricchito fino al 60 per cento, alimentando con esafluoruro arricchito fino al 5 per cento due cascate di centrifughe Ir-4 e Ir-6 nelle linee di ricerca e sviluppo”, scrive il diplomatico iraniano su Twitter. “Secondo la dichiarazione dell’Iran all’Agenzia, il livello di arricchimento era al 55,3 per cento”, conclude il tweet.

Nucleare Iran: proseguono i colloqui a Vienna

Intanto, secondo quanto ha annunciato ieri il viceministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, le parti che stanno conducendo in questi giorni a Vienna i negoziati relativi all’accordo sul nucleare dell’Iran (Jcpoa) stanno raggiungendo una “nuova intesa” e potranno cominciare a lavorare su “un testo congiunto”. Araghchi lo ha detto dopo la conclusione dell’incontro tenuto ieri dalla Commissione congiunta per il Jcpoa nella capitale austriaca. “Le parti possono cominciare a lavorare a un testo congiunto”, ha detto Araghchi, ripreso dall’agenzia di stampa iraniana “Mehr”. Tale stesura potrebbe cominciare “almeno nelle aree su cui tutti sono d’accordo”, ha proseguito, aggiungendo che l’Iran ha preparato la sua proposta di testo e l’ha presentata alle altre parti, affinché sia possibile discuterla nel prossimo round di colloqui. “Una nuova intesa è in corso di formazione e ora c’è una base comune fra di noi. Il cammino da prendere ora è noto”, ha detto. “Certo, non sarà una strada semplice e i disaccordi non sono finiti”, ha detto, sottolineando che “ci sono alcune gravi divergenze che dovrebbero essere mitigate con i prossimi negoziati”. Secondo Teheran “è il momento di cominciare a scrivere il testo, almeno finché c’è un’intesa comune”, ha detto.

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