Iran-Turchia, Cavusoglu a Teheran: “Le sanzioni unilaterali sono sbagliate”

Il ministro ha sottolineato che il volume degli scambi bilaterali è diminuito durante la pandemia

Cavusoglu

Le sanzioni unilaterali contro l’Iran “sono sbagliate”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, parlando oggi nella conferenza stampa congiunta con l’omologo iraniano, Hossein Amirabdollahian, in occasione della visita a Teheran del responsabile della diplomazia turca. “Anche le sanzioni unilaterali contro l’Iran dovrebbero essere revocate. Vorrei sottolineare che siamo molto felici che i colloqui riprendano a Vienna. L’esito positivo di questi colloqui sarà importante non solo per le nostre relazioni economiche, ma anche per la stabilità della regione”, ha affermato Cavusoglu, facendo riferimento alla riunione per il rilancio dell’accordo sul nucleare iraniano in programma per il 29 novembre a Vienna. Il ministro degli Esteri turco ha sottolineato che Ankara ha espresso su tutte le piattaforme che le sanzioni unilaterali contro l’Iran erano sbagliate. “In questa occasione, pensiamo che tutte le parti dovrebbero adottare le misure necessarie per rendere nuovamente operativo il Piano d’azione globale congiunto (Jcpoa). Soprattutto chi recede da questo accordo dovrebbe fare i passi necessari”, ha affermato il ministro facendo un implicito riferimento agli Stati Uniti che nel maggio 2018, durante la presidenza di Donald Trump, sono usciti dall’accordo in modo unilaterale ripristinando le sanzioni economiche contro l’Iran.



Facendo riferimento ai rapporti economici tra Turchia e Iran, Cavusoglu ha sottolineato che il volume degli scambi bilaterali è diminuito durante la pandemia, ma i primi nove mesi del 2021 hanno fatto registrare un balzo del 71 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020. “Abbiamo negoziato per sei anni, in particolare sull’ampliamento della portata dell’accordo commerciale preferenziale. Vogliamo completarlo ora in modo che il nostro commercio aumenti ancora di più”, ha dichiarato il ministro degli Esteri turco, notando che ci sono “importanti sviluppi” nella regione in cui insistono i due Paesi e che è “più importante che mai mantenere il dialogo e la cooperazione sulle questioni regionali”. Il ministro degli Esteri turco ha fatto riferimento in particolare alla situazione in Afghanistan che colpisce direttamente sia l’Iran che la Turchia, che proprio per evitare flussi di migranti afgani sta realizzando un muro sul confine turco-iraniano. Inoltre, Cavusoglu, ha sottolineato che Iran e Turchia devono continuare a lavorare insieme per una soluzione politica in Siria e in Iraq. “Ci sono sviluppi nel Golfo, ma il problema in Yemen continua”, ha dichiarato il responsabile della diplomazia di Ankara. Secondo Cavusoglu i due Paesi devono anche proseguire il loro lavoro per la stabilità del Caucaso meridionale.

Da parte sua, il ministro degli Esteri iraniano Amirabdollahian ha espresso la speranza che nella futura visita del presidente turco Erdogan in Iran, i due Paesi finalizzeranno la tabella di marcia per la cooperazione a lungo termine tra Teheran e Ankara. “Abbiamo concordato di avviare i nostri colloqui diplomatici con l’obiettivo di tracciare una tabella di marcia per la cooperazione a lungo termine tra i due Paesi, e ci auguriamo che questo documento venga firmato alla presenza dei due presidenti durante la prossima visita del presidente turco Erdogan a Teheran”, ha affermato Amirabdollahian. Il responsabile della diplomazia di Teheran ha inoltre aggiunto che le due parti hanno avuto discussioni utili su una serie di questioni regionali e internazionali durante l’incontro: “Gli ultimi sviluppi in Afghanistan, la necessità di espansione della stabilità, sicurezza e pace nella regione dell’Asia occidentale e la politica di vicinato dei due Paesi dell’Iran e della Turchia sono stati tra i temi discussi durante il nostro colloquio”. Il ministro iraniano ha inoltre rivelato che negli incontri con l’omologo turco è stata ribadita la necessità di rafforzare le relazioni economiche e commerciali: “Lo sviluppo della cooperazione economica e commerciale, l’aumento della cooperazione nel campo dell’energia, la facilitazione del traffico di transito, il rafforzamento del commercio transfrontaliero e questioni consolari sono state discusse durante l’incontro e non vediamo alcun serio ostacolo per accelerare la cooperazione”.



Turchia e Iran hanno rafforzato le relazioni negli ultimi anni complice anche la crisi nel Golfo durata dal giugno 2017 al gennaio 2021 tra il Qatar, grande alleato della Turchia, e il cosiddetto “quartetto arabo” formato da Arabia Saudita, Bahrein, Egitto ed Emirati. Tuttavia, nelle ultime settimane, le relazioni iraniano-turche sono state tese a causa degli sviluppi nella regione contesa tra Armenia e Azerbaigian del Nagorno-Karabakh. Da quando l’Azerbaigian ha esteso il controllo di parte dei territori del Nagorno-Karabakh, tra cui il distretto di Shusha in una guerra di 44 giorni contro le forze armene lo scorso anno, la regione montuosa ha visto un notevole aumento delle attività militari che coinvolgono la Repubblica dell’Azerbaigian e la Turchia, e in alcuni casi il Pakistan. Queste attività sono state accompagnate da commenti bellicosi da parte dei media e dei funzionari di Baku riguardo a quello che gli azerbaigiani chiamano “il corridoio di Zangezur” che collega l’Azerbaigian continentale alla sua exclave di Nakhichevan.

In diverse occasioni, funzionari azerbaigiani di alto livello hanno promesso di stabilire il corridoio sulla base della loro interpretazione di una disposizione nell’accordo di cessate il fuoco mediato dalla Russia tra Erevan e Baku che ha posto fine alla guerra di 44 giorni. L’Iran, in quanto Paese direttamente interessato dal corridoio in questione, ha affermato che non consentirà un cambiamento dei confini internazionali nella regione del Caucaso meridionale. A tal fine, l’Iran ha organizzato le sue più grandi esercitazioni militari degli ultimi decenni lungo il confine con l’Armenia. Teheran ha comunque cercato di disinnescare la tensione con l’Azerbaigian nonostante le osservazioni ostili di Baku. Il ministro degli Esteri iraniano ha parlato più volte con l’omologo di Baku, Jeyhun Bayramov, consentendo una riduzione delle tensioni.

Nel frattempo, la Turchia è apparsa come il principale sostenitore dell’Azerbaigian. Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato in più di un’occasione che a Teheran non converrebbe aumentare le tensioni con Baku, considerato che quest’ultima vanta relazioni con Israele e l’Iran è sede di una considerevole popolazione di etnia turca azera, una posizione che ha suscitato una forte risposta da parte di Ali Shamkhani, Consigliere per la sicurezza della guida suprema iraniana ayatollah Ali Khamenei. Anche in questo caso, le diplomazie dei due Paesi si sono attivate per scongiurare eventuali focolai di tensione con frequenti colloqui tra Amirabdollahian e Cavusoglu culminati proprio con la visita odierna del responsabile della diplomazia turca a Teheran. Nel rapporto tra Turchia e Iran la diplomazia ha avuto in questi anni un ruolo essenziale per tenere separati dossier su cui i due Paesi si trovano su fronti contrapposti. Teheran e Ankara sono avversarie nella guerra in Siria, dove la prima sostiene insieme a Mosca il presidente Bashar al Assad, mentre la seconda appoggia e arma le forze ribelli filo-turche controllando parte delle regioni settentrionali del Paese.

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