Iraq: bassa affluenza alle elezioni parlamentari, 77 arresti per violazioni ai seggi

Il processo elettorale, stando a quanto riferito dalle autorità, si è svolto senza intoppi e in un'atmosfera sicura

L’Alta commissione elettorale ha annunciato alle ore 18:00 (ora locale) la chiusura delle urne in Iraq per le elezioni parlamentari anticipate, mentre in tutto il Paese è stata registrata una bassa affluenza. “Il processo elettorale si è svolto senza intoppi e in un’atmosfera sicura”, ha ribadito una fonte della sicurezza, mentre il ministero dell’Interno ha confermato che “il mantenimento dell’ordine sarà garantito anche dopo la fine delle votazioni”. I risultati sono attesi entro le prossime 48 ore, secondo l’organismo indipendente che sovrintende alle elezioni irachene. L’affluenza è stata descritta come “debole” anche dall’eurodeputata Viola Von Cramon-Taubadel, capo osservatore della missione di osservazione elettorale dell’Unione europea. Sulla base dei dati ricevuti da 15 governatorati, a metà giornata l’Alta commissione elettorale indipendente ha dichiarato che l’affluenza alle urne variava tra il 12 e il 25 per cento alle.



Iraq: bassa affluenza alle urne

Secondo le fonti, il governatorato di Salah al Din ha registrato la più alta affluenza con il 25 per cento, seguito da Diyala (22 per cento) e Al Anbar (21 per cento). Al Muthanna, Bassora e Babil hanno condiviso il quarto posto con il 20 per cento ciascuno. Ninive si è classificata al quinto posto con il 19 per cento, seguita da Maysan (18,5 per cento), mentre nel capoluogo della Regione autonoma del Kurdistan, Erbil, così come Dhi Qar, Wasit e Karbala, l’affluenza è stata del 18 per cento. L’affluenza alle urne di Al Diwaniyah è stata inferiore al 17 per cento, mentre a Sulaymaniyah e Najaf è stata raggiunta l’affluenza più bassa, rispettivamente del 15 e 12 per cento.

Arresti ai seggi in diversi governatorati

Il Comitato supremo per la sicurezza delle elezioni ha invece riferito in una nota che 77 persone sono state arrestate per violazioni durante il processo elettorale. “I distaccamenti del Comitato supremo per la sicurezza elettorale hanno arrestato 77 persone per aver commesso violazioni relative alle votazioni nei governatorati di Baghdad, Ninive, Diyala, Kirkuk, Bassora, Al Anbar, Salah al Din, Erbil , Wasit e Al Diwaniyah”, afferma la nota, evidenziando che i trasgressori saranno giudicati dal Consiglio giudiziario supremo. I seggi elettorali in tutto il Paese hanno aperto i battenti alle 7:00 (ora locale) tra la supervisione degli organismi internazionali e rigorose misure di sicurezza. La popolazione è chiamata a scegliere i 329 deputati del suo parlamento, a due anni dalle violente proteste antigovernative del movimento Tishrin (ottobre) che ha costretto alle dimissioni il governo del premier Adel Abdul Mahdi. A traghettare il Paese alle elezioni, una delle principali richieste avanzate dalla piazza, è stato un esecutivo ad interim insediato nel maggio 2020 e guidato dall’ex capo dell’intelligence, Mustafa al Kadhimi, che non partecipa come candidato alla consultazione elettorale. Il voto, già rimandato una volta, giunge in un momento particolarmente critico per l’Iraq: sull’esito delle operazioni e sul futuro del Paese incombono la presenza – non del tutto eliminata – dello Stato islamico, il ruolo ancora ingombrante dell’Iran sulla scena nazionale, il previsto ritiro entro fine anno delle “truppe combattenti” statunitensi, le ricorrenti violenze di stampo politico e la vasta corruzione diffusa tra gli apparati amministrativi, ma anche le annose tensioni tra il governo federale e la regione autonoma del Kurdistan.



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