Iraq, il leader sciita Al Sadr proclama la vittoria: “Da oggi nessun posto per i corrotti”

In un discorso tv ha annunciato la sua vittoria alle elezioni parlamentari anticipate che si sono svolte lo scorso 10 ottobre

Muqtada al Sadr - Iraq

Il blocco politico guidato dal leader sciita Muqtada al Sadr ha annunciato la sua vittoria alle elezioni parlamentari anticipate che si sono svolte in Iraq lo scorso 10 ottobre. Lo ha dichiarato lo stesso Al Sadr in un discorso televisivo. “Questo è il giorno del popolo iracheno, è il giorno della vittoria contro la corruzione, il terrorismo, le milizie, la povertà, l’ingiustizia e la schiavitù”, ha affermato il leader sciita. Secondo l’agenzia di stampa ufficiale “Ina”, i partiti sadristi avrebbero ottenuto una maggioranza relativa dei seggi in parlamento, con 73 seggi su 329. Lo spoglio non è ancora concluso, ma l’affluenza alle urne è stata del 41 per cento, in calo rispetto alle elezioni del 2018, quando l’affluenza è stata del 44,5 per cento.



Il movimento sadrista durante l’estate aveva in un primo momento annunciato il boicottaggio del voto, per poi tornare sui suoi passi. La carismatica figura del “populista” Al Sadr, già nemico giurato degli Stati Uniti, rappresenta in realtà un’alternativa più gradita all’Occidente degli oltranzisti filo-iraniani, come la coalizione Al Fatah di Hadi al Amiri, che raccoglie rappresentanti di milizie sostenute dall’Iran e ritenute responsabili di attacchi contro forze e strutture della coalizione internazionale a guida Usa (come Asaib Ahl al Haq e l’organizzazione Badr). Al Sadr ha da tempo preso le distanze dai movimenti più filo-iraniani ed elogiato le iniziative di dialogo di Al Kadhimi, mentre esponenti sadristi del governo iracheno hanno avuto di recente incontri con diverse diplomatici occidentali.

Da segnalare l’arrivo ieri a Baghdad di Esmail Qaani, comandante della forza Qods, ramo del corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica responsabile delle operazioni militari e di intelligence che si svolgono oltreconfine. Qaani è il successore di Qasem Soleimani, il generale iraniano ucciso nel gennaio 2020 nei pressi dell’aeroporto di Baghdad insieme al vicecomandante delle Unità della mobilitazione popolare irachena (le milizie a maggioranza sciita note come Pmu) Abu Mahdi al Muhandis durante un raid condotto dagli Stati Uniti. Durante la sua permanenza in Iraq, il generale Qaani avrà colloqui con le milizie e le fazioni filo iraniane per discutere il futuro del Paese dopo le elezioni di domenica. Non è la prima volta che Qaani incontra le milizie irachene filo-iraniane: lo scorso giugno si era recato nel Paese per confrontarsi con i leader delle milizie locali e convincerli a sospendere gli attacchi contro militari e funzionari statunitensi presenti in Iraq, temendo ritorsioni.



Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram