Iraq: il sito del massacro di Camp Speicher sarà trasformato in un museo della memoria

Lo ha annunciato il primo ministro dell’Iraq, Mustafa al Kadhimi, visitando il sito nel governatorato di Salah al Din

Camp Speicher

Il sito del massacro di Camp Speicher, dove almeno 1.700 giovani militari iracheni furono uccisi nel giugno del 2014 dallo Stato islamico (Is), sarà trasformato in un museo della memoria. Lo ha annunciato il primo ministro dell’Iraq, Mustafa al Kadhimi, visitando il sito nel governatorato di Salah al Din, circa 180 chilometri a nord-ovest della capitale Baghdad. Il premier ha attribuito la responsabilità di “simili tragedie” alla corruzione, alla mala gestione e a “politiche sbagliate” dei governi precedenti, alludendo all’esecutivo di Nuri al Maliki, primo ministro all’epoca del massacro.



Il 12 giugno 2014 i militanti jihadisti, nella fase di massima espansione territoriale dello Stato islamico nel Paese, catturarono e uccisero in massa migliaia di giovani reclute – disarmate – delle forze armate irachene, presso l’Accademia aeronautica di Tikrit, allora nota come Camp Speicher. Le vittime erano in larga maggioranza di religione musulmana sciita. I fatti di Camp Speicher suscitano ancora forti controversie politiche in Iraq: taluni ritengono che il massacro non sia stato perpetrato unicamente dall’Is, ma anche da esponenti dei clan sunniti di Salah al Din, imparentati con l’ex presidente iracheno Saddam Hussein (originario di Tikrit, presso cui si trova il sito).

 



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