Iraq: lo Stato islamico rivendica un attacco presso un ristorante a Kadhimiya

Nella città si trova la moschea che ospita le tombe dell’imam sciita Musa al Kadhim e del nipote, Mohammed Jawad ibn Ali al Rida

Iraq

Lo Stato islamico (Is) ha rivendicato questa mattina l’esplosione che ha causato ieri sera la morte di almeno quattro persone e il ferimento di altre 20 nella città di Kadhimiya, a nord di Baghdad, in Iraq. “Un reparto dei combattenti dello Stato islamico è riuscito a violare le fortificazioni di sicurezza del governo dell’Iraq e ha fatto esplodere un ordigno contro un raggruppamento di sciiti davanti a un loro mausoleo a Kadhimiya”, si legge in un messaggio diffuso dall’agenzia di propaganda dell’Is “Amaq”.

L’esplosione, in un primo momento attribuita a una bombola di gas appartenente al proprietario di una bancarella, ha ucciso e ferito ieri sera diverse persone nei pressi di un ristorante nell’area di Bab al Murad, a Kadhimiya. Successivamente, una fonte di sicurezza ha riferito all’agenzia di stampa irachena “Shafaq News” che l’esplosione era stata provocata da un ordigno, azionato a distanza da ignoti.

A Kadhimiya si trova un’importante moschea, che ospita le tombe dell’imam sciita Musa al Kadhim e del nipote, Mohammed Jawad ibn Ali al Rida. Il centro è considerato di conseguenza una città santa dai musulmani sciiti, ed è stato negli ultimi anni più volte teatro di attacchi contro fedeli e pellegrini. Lo scorso marzo, ha causato almeno otto feriti la detonazione di una bomba a mano presso il ponte AI Aimmah, sul Tigri, attraversato da pellegrini sciiti diretti verso il santuario. Nel 2016, almeno 21 pellegrini diretti alla moschea sono stati uccisi dall’esplosione di un ordigno presso un mercato di bestiame alla periferia di Baghdad.

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