Iraq: oggi a Baghdad il vertice sulla cooperazione e il partenariato

Parteciperanno Arabia Saudita, Giordania, Iran, Emirati, Kuwait, Qatar e Turchia

Iraq-Baghdad

Dopo anni di conflitto e influenze straniere all’interno dei suoi confini, l’Iraq cerca di rafforzare la sua posizione di mediatore regionale organizzando oggi a Baghdad un vertice sulla cooperazione e il partenariato alla presenza dei principali attori del Medio Oriente. La riunione della capitale irachena dovrebbe riunire i rappresentanti di Arabia Saudita, Giordania, Emirati, Iran, Kuwait, Qatar, Turchia, con la partecipazione di Francia e Giappone e degli ambasciatori dei cinque rappresentanti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (inclusi quindi Cina, Russia e Stati Uniti). “Attendiamo con impazienza questo incontro e l’atteso sostegno che ne deriverà per il ruolo dell’Iraq nell’instaurazione della pace. L’Iraq ha iniziato ad assumere il suo ruolo storico, per essere uno dei pilastri della pace nella regione. Invitiamo tutti i Paesi della regione a costruire una pace basata sull’integrazione tra i popoli della regione”, ha detto ieri il primo ministro iracheno, Mustafa al Kadhimi, citato dall’account Twitter del governo iracheno.



La lista dei partecipanti non è stata resa nota, ma sono attesi a Baghdad il presidente francese, Emmanuel Macron, il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi e il re Abdullah II di Giordania. L’agenda del titolare dell’Eliseo prevede anche delle visite nelle città irachene del nord di Erbil, capoluogo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, e Mosul, ex roccaforte del sedicente Stato islamico. L’ultima visita di Macron in Iraq si era svolta nel mese di settembre dello scorso anno. All’incontro sono stati invitati anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e il re Salman dell’Arabia Saudita, che potrebbero inviare loro rappresentanti. L’Iran dovrebbe essere presente con il nuovo ministro degli Esteri dell’Iran, Hossein Amir-Abdollahian, nonostante il presidente iraniano, Ebrahim Raisi, abbia ricevuto l’invito al vertice all’inizio di agosto. Anche l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al Thani, è stato invitato a partecipare al vertice regionale, ma non è ancora chiaro se vi prenderà parte personalmente.

È necessario “non abbassare la guardia” verso i jihadisti del gruppo dello Stato islamico perché rimangono “una minaccia”, soprattutto in Iraq ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron. “Sappiamo tutti che non dobbiamo abbassare la guardia, perché Daesh (acronimo arabo di Stato islamico) resta una minaccia e so che la lotta contro questi gruppi terroristici è una priorità del vostro governo”, ha affermato il presidente francese dopo un incontro con il primo ministro iracheno, Moustafa al-Kazimi, a Baghdad. Nella notte anche la Francia ha completato le operazioni di evacuazione del proprio personale e dei collaboratori e profughi afgani da Kabul. In meno di due settimane i militari francesi hanno evacuato circa 3 mila persone, tra cui oltre 2.600 cittadini afgani che si trovano ora sotto la protezione della Francia.



Secondo il quotidiano “Gulf News”, edito a Dubai, l’incontro di oggi cercherà di dare all’Iraq un “ruolo unificatore” per affrontare le crisi che scuotono la regione. Dallo scorso aprile, Baghdad ha negoziato trattative dirette tra i pesi massimi regionali, Riad e Teheran, per ricucire i legami interrotti nel 2016. Il nuovo presidente iraniano Raisi, insediatosi a inizio mese, ha detto che non vi è “alcun ostacolo” alla ripresa dei rapporti con l’Arabia Saudita, spiegando che il miglioramento delle relazioni con i Paesi regionali sarà una delle sue priorità. Numerosi sono i temi in agenda del vertice odierno: dalla guerra in Yemen, al collasso economico del Libano, dalla idrica regionale fino a un possibile riavvicinamento saudita e iraniano.

Riad, temendo che la ripresa dei colloqui tra Washington e Teheran sul programma nucleare iraniano possa portare a un allentamento delle sanzioni statunitensi contro la Repubblica islamica, vede il vertice di Baghdad come un modo per contenere le tensioni, senza abbandonare le sue preoccupazioni sulla sicurezza per gli attacchi attribuiti all’Iran e ai suoi alleati. “Anche se riunissimo i ministri degli Esteri a un tavolo, questo potrebbe essere considerato un passo avanti per porre fine alle tensioni tra iraniani e arabi del Golfo”, ha detto ad “Al Jazeera” un funzionario vicino al premier Al Kadhimi. Un politico vicino al primo ministro ha affermato che l’Iraq ha ricevuto “segnali positivi” da Teheran e dagli Stati del Golfo che sono pronti per discussioni più dirette. “La prospettiva di un conflitto regionale, insieme alla percezione di Washington come inaffidabile, (…) ha spinto i sauditi e gli Emirati a perseguire una riduzione dell’escalation bilaterale, tattica e limitata con Teheran”, ha affermato il think-tank dell’International Crisis Group in un recente rapporto.

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