Iraq: sostenitori milizie Pmu si radunano nuovamente davanti ai cancelli della Zona verde

Il raduno si è verificato in seguito alle dichiarazioni di Muqtada al Sadr che ha invitato le Pmu a sciogliersi

Baghdad - Iraq

I sostenitori delle milizie sciite filo-iraniane riunite nelle Unità di mobilitazione popolare (Pmu) si sono nuovamente radunate in protesta davanti ai cancelli della Zona verde, di Baghdad, il quartiere ad alta sicurezza che ospita la residenza del primo ministro e le rappresentanze diplomatiche dei Paesi esteri. Lo riferisce il quotidiano panarabo di proprietà saudita “Al Arabiya”. Il raduno si è verificato in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Muqtada al Sadr, clerico sciita populista leader del blocco Sairoon (vincitore delle elezioni del 10 ottobre), che ha invitato le Pmu a “sciogliersi se vogliono partecipare al prossimo governo iracheno”. Lo scorso 5 novembre, una situazione analoga aveva portato allo scoppio di scontri tra forze dell’ordine e sostenitori dei partiti che stanno contestando i risultati delle elezioni parlamentari di ottobre, con un bilancio di 125 feriti di cui 27 civili. ​Due giorni dopo, nella notte tra il sei e il sette novembre, un drone armato e pilotato da remoto ha colpito la residenza del premier Mustafa al Kadhimi, nella Zona verde di Baghdad, ferendo sette membri della sicurezza ma lasciando incolume il primo ministro.



A più di un mese dalle elezioni, lo scenario politico iracheno appare sempre più teso: nessun partito ha la maggioranza parlamentare per formare da solo il nuovo esecutivo di Baghdad. Da un lato, le fazioni sciite filo iraniane hanno rifiutato i risultati delle elezioni da cui sono uscite ridimensionate e sono state accusate di aver compiuto l’attentato ai danni del primo ministro Kadhimi; dall’altro, il Movimento sadrista (73 seggi vinti), anch’esso sciita, rifiuta le ingerenze, in ogni forma, di Washington tanto quanto di Teheran e di conseguenza potrebbe non coinvolgere i partiti appoggiati dalla Repubblica islamica in un eventuale esecutivo. Sullo sfondo, invece, il partito sunnita Taqaddum e il Partito democratico del Kurdistan, rispettivamente seconda e quarta forza politica del Paese, attendono l’evolversi degli sviluppi prima di decidere di impegnarsi in un’eventuale alleanza di governo.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram



TAGS