Ambasciatore d’Israele: “Col nuovo governo sale al potere una generazione più giovane”

In un’intervista ad “Agenzia Nova” Dror Eydar commenta il nuovo esecutivo

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Il futuro governo israeliano guidato dal leader centrista Yair Lapid, che domenica 13 giugno dovrebbe ricevere la fiducia in parlamento, rappresenta un “cambio della guardia, con una generazione più giovane”. Lo ha detto l’ambasciatore di Israele in Italia, Dror Eydar, in un’intervista esclusiva ad “Agenzia Nova”. “Speriamo che il governo prosegua la buona eredità” dell’era di Benjamin Netanyahu, ha affermato il diplomatico. Eydar si è detto “certo” che continui il percorso tracciato nell’ultimo decennio dal leader del Likud, perché “uno Stato è la somma di tante forze”. “Israele – ha spiegato – è una grande idea che è incarnata da più persone. Un’idea di almeno 4 mila anni”. Ricordando i risultati del precedente esecutivo, Eydar ha affermato che “Netanyahu è un grande uomo e politico, ha una grande visione. Ha cambiato Israele, (facendola diventare) una grande nazione. Ha grandi meriti per il nostro avanzamento, anche in ambito economico, e ha cambiato l’opinione di tutto il mondo verso la minaccia iraniana”.

Israele: domenica il voto di fiducia per il nuovo esecutivo

Domenica, 13 giugno, dopo oltre due anni e mezzo di stallo politico e quattro tornate elettorali, Israele potrebbe avere di nuovo un governo con pieni poteri. Il capo dell’opposizione israeliana e leader del partito Yesh Atid, Yair Lapid, ha siglato, infatti, accordi di coalizione ufficiali con tutti e sette i partiti che parteciperanno al nuovo governo d’Israele, che dovrebbe avere una risicata maggioranza di 61 deputati su 120 all’interno del parlamento. I sette partiti della coalizione a cui domenica la Knesset è chiamata a votare la fiducia sono: Meretz, il partito arabo Ra’am, Yisrael Beytenu, il Partito laburista, Blu e bianco, New Hope e la coalizione di destra Yamina. Per la prima volta nei 73 anni di storia, nel governo ci sarà un partito arabo. A tal proposito, l’ambasciatore Eydar ha detto: “E’ una grande notizia che ci sia un partito arabo”. Il diplomatico ha evidenziato che “ci sono tanti sospetti e paure, ma gli arabi, invece di lamentarsi perché non hanno questo e quello, dovrebbero partecipare nel governo e cambiarlo”.

Gli scontri tra arabi ed ebrei durante l’ultima ondata di tensioni

Nei recenti scontri tra Israele e Hamas dal 10 al 21 maggio, in alcune città israeliane, come Lod, si sono verificati scontri tra arabi ed ebrei. A tal proposito, l’ambasciatore di Israele Eydar ha ventilato l’ipotesi che sia stato il gruppo armato palestinese Hamas a fomentare le tensioni. “L’integrazione degli arabi nello Stato ebraico – ha affermato – è un problema per Hamas, per Hezbollah e per l’Iran. Vogliono destabilizzare il Medio Oriente e Israele”. Gli scontri avvenuti in alcune città israeliane abitate da arabi ed ebrei hanno visto la partecipazione, secondo quanto dichiarato dal diplomatico, di circa il “95 per cento di estremisti arabi che hanno fatto azioni violente” con un motto identico a quello di 100 anni fa, ovvero che Al Aqsa è in pericolo. “E’ una bugia. Con Israele, Al Aqsa ha più diritti di tutti i tempi. Ci sono anche tanti arabi che hanno condannato le violenze e hanno aiutato altri ebrei“, ha aggiunto. Infine, il diplomatico ha sottolineato la “tendenza nella società araba a integrarsi nello Stato di Israele, dove i cittadini hanno tutti gli stessi diritti dal punto di vista civile”.

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