Israele prepara una “forza militare” per attaccare il programma nucleare dell’Iran

Gantz ha affermato che Israele sta lavorando per sviluppare la sua capacità di condurre un attacco militare

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Israele sta costruendo una “forza militare” per un attacco al programma nucleare dell’Iran. Lo ha detto oggi a Rabat, in Marocco, il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, citato dal quotidiano “Times of Israel”. Gantz ha affermato che Israele sta lavorando per sviluppare la sua capacità di condurre un attacco militare contro il programma nucleare iraniano, cercando allo stesso tempo di migliorare i termini di un futuro accordo tra le potenze mondiali e Teheran. “Per quanto riguarda l’Iran, dobbiamo avere una discussione continua con i nostri partner. L’altro nostro obbligo è quello di costruire una forza militare, che è di per sé una questione importante. Ho ordinato di migliorare l’accumulo di forze, parallelamente alle nostre discussioni con i nostri partner strategici”, ha detto Gantz, prima di tornare in Israele dopo una visita storica in Marocco. Alla domanda su quale sarebbe lo “scenario migliore” in termini di un nuovo accordo nucleare iraniano, Gantz ha detto che Israele vorrebbe un’intesa che si occupasse non solo della questione dell’arricchimento dell’uranio, ma anche dei missili e delle attività dell’Iran nella regione, in particolare relativamente al sostegno ai gruppi armati affiliati in tutto il Medio Oriente. “Un buon affare sarebbe un accordo che sigillasse i buchi in termini di arricchimento nucleare, sistemi di lancio, durata dell’accordo e ciò che l’Iran sta facendo nella regione”, ha affermato il ministro israeliano.



Gantz ha fatto le sue osservazioni a pochi giorni dal ritorno dell’Iran ai colloqui – da tempo in stallo – sul rilancio dell’accordo nucleare del 2015, noto formalmente come il Piano d’azione globale congiunto (Jcopa). Gli Stati Uniti sono usciti in modo unilaterale dal Jcopa nel 2018, spingendo l’Iran a seguirne l’esempio un anno dopo, violando sistematicamente i termini dell’accordo. L’Iran attualmente possiede uranio arricchito con un grado di purezza del 60 percento, il livello più vicino mai raggiunto al livello del 90 per cento associato alle armi atomiche. All’inizio di questo mese, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano e principale negoziatore nei colloqui sul nucleare, Saeed Khatibzadeh, ha affermato che la Repubblica islamica continuerà le sue azioni di arricchimento dell’uranio fino a quando non sarà assicurato che gli Stati Uniti revocheranno le sanzioni in modo verificabile. La data del 29 novembre è stata fissata per riprendere i colloqui a Vienna per salvare il Jcopa dopo un intervallo di cinque mesi nei negoziati iniziati, durante i quali l’Iran ha eletto nel frattempo il presidente ultraconservatore Ebrahim Raisi.

Secondo Gantz, Israele dovrebbe mantenere relazioni positive con gli Stati Uniti e garantire che l’alleanza tra i due Paesi rimanga una questione bipartisan a Washington, nonostante le differenze sul dossier del programma nucleare iraniano. “Mi occupo della questione iraniana dal 2007 e dobbiamo cooperare con gli Stati Uniti, assicurandoci di parlare con entrambi i lati del Congresso, mantenendo il bipartitismo e non entrando nella politica statunitense come abbiamo fatto in passato”, ha detto Gantz, riferendosi alle critiche spesso rivolte all’ex primo ministro Benjamin Netanyahu, che si è scontrato più volte con i democratici sull’Iran e allineandosi invece con il Partito repubblicano. Israele e gli Stati Uniti sono in disaccordo sull’Iran, con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden che preferisce una soluzione diplomatica all’impasse nucleare, mentre Israele dubita della fattibilità di un tale accordo nelle condizioni attuali.



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