Istat: +2,3 per cento occupati in secondo trimestre, +523 mila occupati in un anno

Così l'Istat nel report sul mercato del lavoro

Nel secondo trimestre 2021, dopo cinque trimestri di calo, il numero di occupati cresce del 2,3 per cento rispetto allo stesso trimestre del 2020 (+523 mila occupati in un anno) e il tasso di occupazione delle persone tra i 15 e i 64 anni sale al 58,2 per cento (+1,7 punti), con incrementi più marcati tra le donne, i giovani di età compresa tra i 25-34 anni e nel Mezzogiorno. Così l’Istat nel report sul mercato del lavoro. L’aumento dell’occupazione interessa soltanto i dipendenti a termine (+573 mila, +23,6 per cento), in particolare quelli con un lavoro di durata inferiore o pari a 12 mesi, mentre continuano a calare i dipendenti a tempo indeterminato (-29 mila, -0,2 per cento) e gli indipendenti (-21 mila, -0,4 per cento). In crescita sia gli occupati a tempo pieno sia, con maggiore intensità, quelli a tempo parziale (+1,8 per cento e +4,8 per cento, rispettivamente). Nel secondo trimestre 2021, a ritmi più intensi rispetto al trimestre precedente, prosegue la crescita delle persone in cerca di occupazione che salgono a 2 milioni 422 mila unità (+514 mila in un anno, +27,0 per cento). L’aumento dei disoccupati, che coinvolge anche chi è in cerca di prima occupazione, riguarda soprattutto coloro che hanno avuto precedenti esperienze di lavoro; inoltre, tra i disoccupati aumenta la quota di chi lo è da almeno 12 mesi (58,1 per cento, +10,8 punti in un anno), il cui totale si attesta a 1 milione 408 mila unità.



Secondo le rilevazioni dell’Istat, in crescita anche il tasso di disoccupazione, che sale al 9,6 per cento (+1,7 punti), in particolare tra i giovani, le donne e nel Centro-sud. Nella ricerca di lavoro continua a prevalere l’uso del canale informale: rivolgersi a parenti, amici e conoscenti rimane la pratica più diffusa (75,2 per cento, +0,8 punti); seguono l’invio di domande/curriculum (63,6 per cento, +6 punti) e la risposta ad annunci o la pubblicazione di inserzioni (28,4 per cento, +3,3 punti); meno frequente, ma in aumento, la quota di disoccupati che dichiarano di essersi rivolti al Centro pubblico per l’impiego (18,1 per cento, +3,1 punti).

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