Istruzione: conseguire la laurea aiuta ad avere maggiore retribuzione anche nel post-pandemia

E' quanto emerge dall'ultimo Rapporto di Almalaurea

Conseguire una laurea, anche nel post-pandemia, resta il modo migliore non solo per trovare uno sbocco occupazionale, ma soprattutto per ottenere una migliore retribuzione. E’ quanto emerge dall’ultimo Rapporto di Almalaurea secondo cui il 68,3 per cento dei laureati di primo livello e il 69,2 per cento degli studenti che completa il percorso di laurea magistrale, trova occupazione. Gli atenei in testa per livello retributivo sono la Bocconi e il Politecnico di Milano, seguono la Luiss Guido Carli e La Sapienza di Roma. Buono il riscontro anche della Federico II di Napoli, specialmente per i laureati in Giurisprudenza, Lettere e Ingegneria. Alla base di una carriera soddisfacente la “conditio sine qua non” resta l’allargamento del proprio curriculum di preparazione, seguendo corsi di aggiornamento e master, oltre ad avere un buon bagaglio culturale di base e raggiungere un ottimo livello di padronanza delle lingue straniere. Seguire lezioni di inglese con insegnanti privati e sostenere gli esami, è un ottimo modo per aumentare le possibilità di trovare lavoro sia in Italia che all’estero.



Il Rapporto evidenzia come durante la pandemia e in questa fase di discesa della curva epidemica, l’88,1 per cento dei laureati di primo livello e l’87,7 per cento dei laureati di secondo livello, abbiano trovato occupazione entro i cinque anni dal conseguimento del titolo. I motivi sono semplici e riguardano lo smart working ma anche il cambio di rotta di numerose aziende che hanno dovuto riqualificare le proprie aree. Non solo, proprio per causa della pandemia si è avuto un rialzo dei lavori non standard, occupazioni e contratti a tempo determinato e lavoro autonomo, proprio perché lo smart working rende più dinamica la possibilità di lavorare. Nel 2020 quasi il 20 per cento dei laureati di primo livello e ben il 37 per cento dei laureati di secondo livello ha trovato occupazione grazie allo smart working a un anno dal conseguimento del titolo. Il caso dei concorsi è un emblema di come una laurea possa essere un trampolino di lancio, in quanto consente di ottenere un punteggio maggiore e quindi di avere più possibilità di entrare in graduatoria posizionandosi più alto una volta superati i primi test. Inoltre, studiare all’università e conseguire la laurea predispone allo studio e di conseguenza gli studenti sono più avvantaggiati rispetto a chi non ha proseguito e si è fermato alle scuole dell’obbligo. In base al Rapporto, la media con cui gli italiani si laureano è rimasta quasi immutata dal 2010, infatti se qualche anno fa era di 103, nel 2020 è di 103,2.

La media del voto dei laureati di primo livello è 100, per le lauree magistrali a ciclo unico è di 105,6 e per le magistrali biennali il voto in media è di 108. Resta cruciale l’approfondimento di una lingua straniera anche mediante il conseguimento di certificazioni linguistiche atte proprio ad ottenere un punteggio maggiore nelle graduatorie dei concorsi e per l’insegnamento.



 

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