Kashmir: ancora un attacco contro un civile, dodicesima vittima da ottobre

L’uomo è stato identificato come Mohammad Ibrahim Khan, 45 anni, residente ad Ashtingoo

kashmir Srinagar

Un uomo è stato ucciso ieri a Srinagar, nel Territorio indiano di Jammu e Kashmir, in un nuovo “attacco terroristico” mirato contro civili. Lo ha reso noto la polizia locale. È la dodicesima vittima dall’inizio di ottobre. L’uomo è stato identificato come Mohammad Ibrahim Khan, 45 anni, residente ad Ashtingoo nel distretto di Bandipore, musulmano. Lavorava come commesso in un negozio di alimentari di un membro della comunità indù, Roshan Lal Mawa, tornato in città nel 2019 dopo essere emigrato a Nuova Delhi negli anni Novanta. Il giorno precedente, sempre a Srinagar, è stato ucciso fuori dalla sua abitazione l’agente Tawseef Ahmad Wani, 29 anni. Di recente la sua famiglia aveva ricevuto il ministro dell’Interno, Amit Shah, in visita nel territorio.



Tra i bersagli civili colpiti nelle ultime settimane ci sono appartenenti alle comunità indù e sikh, minoritarie nella regione, a maggioranza musulmana, e lavoratori non locali. In alcuni casi gli omicidi sono stati seguiti da rivendicazioni del Fronte di resistenza (Trf, The Resistance Front). L’8 ottobre il luogotenente governatore del Jammu e Kashmir, Manoj Sinha, una sorta di amministratore straordinario nel Territorio, privo di un’assemblea legislativa e di un governo eletto, ha annunciato un’azione repressiva mentre Nuova Delhi ha inviato nella Valle del Kashmir esperti di antiterrorismo dell’Agenzia investigativa nazionale (Nia). Sono stati effettuati decine di raid e centinaia di arresti di sospetti fiancheggiatori. Nella campagna di repressione le forze di sicurezza hanno “eliminato” una ventina di presunti terroristi e l’Esercito ha perso una decina di militari.

Il Trf è giunto all’attenzione dell’intelligence indiana dopo la revoca, nell’agosto 2019, dell’articolo 370 della Costituzione dell’India che riconosceva allo Stato di Jammu e Kashmir uno statuto speciale, con una costituzione propria e un’ampia autonomia. Alla revoca è seguita la soppressione dello Stato di Jammu e Kashmir e il suo smembramento, a partire dal 31 ottobre 2019, in due Territori dell’Unione: il Territorio di Jammu e Kashmir e quello del Ladakh. Le prime rivendicazioni del Trf risalgono proprio all’ottobre 2019, sul suo canale Telegram. Secondo una pubblicazione dell’anno scorso della Fondazione europea per gli studi sull’Asia meridionale (Efsas), un istituto di ricerca indipendente che ha sede ad Amsterdam, tra gli analisti esperti di estremismo in Kashmir c’è un ampio consenso sull’ipotesi che il Trf abbia legami con l’establishment militare e l’intelligence del Pakistan. L’ipotesi poggia anche sul tracciamento di attività informatiche in Pakistan da parte del gruppo, che utilizza diversi social media. Inoltre, con ogni probabilità, il Trf potrebbe agire come organizzazione ombrello per Lashkar-e-Taiba (Let), Hizbul-Mujahideen (Hm) e Jaish-e-Mohammed (Jem).



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