Kenya-Somalia: attesa oggi la sentenza della Corte de L’Aja, Nairobi non la riconoscerà

Il contenzioso è andato avanti nonostante l'accordo firmato nel 2009 e certificato dalle Nazioni Unite

l'aja corte penale internazionale

E’ attesa oggi la sentenza della Corte internazionale di giustizia (Icj) sulla disputa che contrappone il Kenya e la Somalia su un’area marittima nell’oceano Indiano rivendicata da entrambi i Paesi e particolarmente ricca di petrolio e gas. Nonostante l’accordo firmato nel 2009 e certificato dalle Nazioni Unite, il contenzioso è andato avanti e nel 2014 la Somalia ha presentato il fascicolo alla Corte dell’Aja. Nairobi, la quale ha già fatto sapere che non riconoscerà la sentenza di oggi, aveva fissato i propri confini marittimi nel 1979, ma Mogadiscio rivendica da tempo un’estensione a sud-est della propria area di competenza, quale prolungamento del territorio terrestre. L’area al centro del contenzioso è di circa 160 mila chilometri quadrati. Nella sua richiesta alla Corte dell’Aja di esprimersi sulla questione, la Somalia ha sostenuto la necessità di “determinare le precise coordinate geografiche del confine marittimo unico nell’oceano Indiano”, dopo quello che ha definito un “fallimento” della trattativa diplomatica.



Mogadiscio pretende tuttavia che venga inoltre messo agli atti che il Kenya “ha violato i suoi obblighi internazionali di rispettare la sovranità, i diritti sovrani e la giurisdizione della Somalia” e venga riconosciuta la sua responsabilità di risarcire Mogadiscio del danno arrecato.

Da parte sua, Nairobi ha presentato un’obiezione al caso giudiziario, sostenendo che il memorandum d’intesa era vincolante e mettendo inoltre in dubbio l’equità dei tribunali. Su queste premesse, e nel quadro delle restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, nell’ultimo anno Nairobi ha inoltre chiesto diversi rinvii delle udienze, ma la Corte li ha respinti e ha fissato per oggi la sentenza definitiva. Venerdì scorso, il Kenya ha dichiarato di aver ritirato la sua adesione all’ Icj e ha dichiarato che non avrebbe riconosciuto la sentenza.



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