Kirghizistan: risultati legislative, i partiti pro-Japarov fanno il pieno di voti

Le forze di opposizione Alleanza e Butun Kirghizistan hanno ottenuto l’8 e il 7 per cento

Akylbek Japarov - Kirghikistan

I partiti che sostengono il presidente Sadyr Japarov hanno fatto il pieno dei voti in occasione delle elezioni legislative tenute ieri in Kirghizistan. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Commissione elettorale centrale dopo lo spoglio di circa il 97 per cento delle schede. I risultati mostrano che in testa i partiti Ata-Zhurt (Patria Kirghizistan), Ishenim (Fede) e Yntymak (Armonia), rispettivamente con il 16, il 13 e l’11 per cento delle preferenze, tutti schierati a sostegno di Japarov. Le forze di opposizione Alleanza e Butun Kirghizistan hanno invece ottenuto rispettivamente l’8 e il 7 per cento dei voti, mentre altri due partiti di opposizione come Ata Meken e il Partito social-democratico dovrebbero mancare l’obiettivo della soglia di sbarramento, fissata al 5 per cento. I leader dell’opposizione hanno immediatamente accusato le autorità di aver commesso broglio utilizzando il sistema di conteggio automatico dei fonti e hanno chiesto un riconteggio manuale. La richiesta è stata subito accettata dal presidente, che ha ordinato che tutte le schede vengano preservate intatte. In un comunicato pubblicato su Facebook, Japarov ha respinto comunque le accuse e ha promesso che i membri della Commissione elettorale centrale saranno portati davanti alla giustizia in caso di irregolarità.



In base alla riforma costituzionale promossa nei mesi scorsi dallo stesso Japarov, il nuovo parlamento sarà ridotto da 120 a 90 seggi e sarà depotenziato, dal momento che il capo dello Stato avrà la prerogativa di nominare giudici e vertici delle agenzie di sicurezza. Japarov si è imposto come nuovo uomo forte del Paese nell’ottobre dello scorso anno, al termine di disordini scoppiati proprio a causa di elezioni legislative considerate irregolari dalle forze di opposizione e successivamente annullate. Japarov, liberato proprio durante i disordini dal carcere nel quale stava scontando una condanna a oltre 11 anni per il rapimento di un governatore regionale, è stato eletto nel gennaio scorso e successivamente ha fatto approvare la nuova Costituzione.

Già nei giorni precedenti il voto, il presidente kirghiso aveva avvertito che chiunque tenti di provocare disordini dopo le elezioni sarà perseguito a norma di legge. “Alcuni politici stanno pianificando un golpe armato. Li conosciamo e dopo il voto assumeremo misure dure nei loro confronti”, aveva dichiarato Japarov. Parlando alla nazione dopo il voto, il leader kirghiso ha salutato le elezioni come “giuste e oneste” ed è tornato a minacciare quanti cercano di “minare la pace e la stabilità” del Paese. Venerdì scorso era stata l’agenzia di sicurezza nazionale ad annunciare di aver sventato un colpo di Stato. Comitato statale per la sicurezza nazionale (Gknb), gli aspiranti golpisti erano guidati da parlamentari ed ex funzionari di alto rango e avevano l’intenzione di rovesciare il governo di Japarov proprio dopo le elezioni parlamentari.



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