La Banca asiatica di sviluppo finanzierà la chiusura delle centrali a carbone

I fondi verranno istituiti già dal prossimo anno per la promozione delle rinnovabili e l'acquisto di impianti termoelettrici a carbone in Paesi come l'Indonesia

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La Banca asiatica di sviluppo (Adb) lavora all’istituzione di due fonti tesi a facilitare la dismissione anticipata di centrali termoelettriche a carbone nel Sud-est asiatico. Lo ha annunciato il presidente della banca, Masatsugu Asakawa, nel corso di una intervista concessa al quotidiano “Nikkei” in vista del summit sul clima delle Nazioni Unite Cop-26, in programma alla fine di ottobre a Glasgow, in Scozia. I fondi verranno istituiti già dal prossimo anno per la promozione delle rinnovabili e l’acquisto di impianti termoelettrici a carbone in Paesi come l’Indonesia, che ne sono ancora fortemente dipendenti, cosicché l’Adb possa assumere un ruolo diretto nella gestione degli impianti e indirizzarli verso la chiusura. “L’Adb intende rivedere la sua politica energetica in concomitanza con il summit Cop26. Per cominciare, smetteremo di concedere finanziamenti per la costruzione di nuove centrali a carbone. Stabiliremo anche fondi per il ritiro degli impianti esistenti prima della scadenza della loro vita utile”, ha dichiarato Asakawa nel corso dell’intervista.



I fondi verranno finanziati tramite prestiti a lunga scadenza e basso tasso d’interesse. Diverse istituzioni finanziarie avrebbero espresso interesse per l’iniziativa, e l’Adb ha già intrapreso consultazioni con le utility di Stato di paesi come Indonesia, Filippine e Vietnam. Asakawa non ha fornito informazioni in merito all’entità dei fondi, che però potrebbero assumere dimensioni molto vaste, dal momento che una centrale a carbone può arrivare a costare a seconda delle dimensioni più di 2,5 miliardi di dollari. “L’Asia genera circa il 60 per cento delle emissioni di gas serra mondiali. E’ anche vulnerabili ai disastri naturali causati dal mutamento climatico. L’Adb si è data l’obiettivo di investire 80 miliardi di dollari in progetti per far fronte al mutamento climatico tra il 2019 e il 2030”, ha ricordato Asakawa.

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