La cancellazione delle Olimpiadi costerebbe meno di eventuali danni pandemici

A meno di due mesi dall'apertura dei Giochi, l'annullamento dell'evento resta una possibilità

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Cancellare le Olimpiadi estive di Tokyo, in programma dal prossimo 23 luglio, costerebbe al Giappone circa 1.810 miliardi di yen (17 miliardi di dollari), secondo una stima pubblicata ieri, 15 maggio, dal Nomura Research Institute. A meno di due mesi dall’apertura programmata dei Giochi, la cancellazione dell’evento resta una possibilità, a causa del numero ancora elevato di contagi da coronavirus in Giappone. Nomura avverte però che le perdite economiche sarebbero anche superiori, se a seguito dell’evento sportivo divenisse necessario prorogare lo stato di emergenza nazionale a causa di un ulteriore aumento dei contagi. “Se anche i Giochi fossero cancellati, la perdita economica sarebbe inferiore al danno causato da un ulteriore stato di emergenza (pandemica)”, ha dichiarato l’executive economist di Nomura, Takahide Kiuchi, citato dalla stampa giapponese. Il piano studiato dal Comitato organizzatore delle Olimpiadi, che prevede lo svolgimento dell’evento senza spettatori internazionali, comporterebbe per il Giappone benefici economici stimati in 1.660 miliardi di yen (circa 15 miliardi di dollari). Secondo le stime di Kikuchi, il primo stato di emergenza proclamato in Giappone a causa della pandemia, nella primavera 2020, ha causato al Giappone danni per 6.400 miliardi di yen; il secondo stato di emergenza, tra gennaio e marzo scorsi, ha causato al Giappone un danno economico di 6.300 miliardi di yen, mentre lo stato di emergenza attualmente in vigore avrebbe già causato danni per 1.900 miliardi di yen, destinati ad aumentare se, come previsto, il governo prorogherà l’emergenza oltre il 31 maggio.



Il dipartimento di Stato Usa ha pubblicato il 24 maggio un avviso che raccomanda ai cittadini statunitensi di non visitare il Giappone alla luce dell’aumento dei casi di coronavirus nel Paese. Il governo Usa ha innalzato l’allerta viaggi per il Giappone al livello 4 – il più elevato nella scala di rischio – a soli due mesi dalla data prevista per l’apertura. Il Comitato olimpico statunitense ha però rassicurato in merito alla presenza degli atleti Usa ai Giochi: “Siamo fiduciosi che le pratiche di mitigazione (del rischio di contagio) studiate per gli atleti e per il personale, aggiunte ai test prima dei viaggi, all’arrivo in Giappone e durante i Giochi, consentiranno una partecipazione sicura degli atleti del Team Usa la prossima estate”, recita una nota del Comitato olimpico degli Stati Uniti. Il Giappone ha deciso di non consentire la presenza di spettatori e volontari internazionali all’evento, in programma dal 23 luglio.

Il presidente del Comitato olimpico internazionale (Cio), Thomas Bach, visiterà il Giappone il 12 luglio, 11 giorni prima della data fissata per l’inizio dei Giochi. Bach intendeva visitare il Giappone a metà maggio, per assistere al passaggio della torcia olimpica a Hiroshima e incontrare il primo ministro Yoshihide Suga, ma ha deciso di posticipare il viaggio alla luce dell’aumento dei contagi da coronavirus nel Paese. I Giochi di Tokyo, posticipati lo scorso anno a causa della Pandemia, riuniranno circa 11mila atleti da tutto il mondo.



Il governo del Giappone intende completare entro il mese di giugno la vaccinazione contro il coronavirus di tutti gli atleti che rappresenteranno il Paese alle Olimpiadi. Lo riferiscono fonti governative citate dall’agenzia di stampa “Kyodo”. Il governo giapponese si sta coordinando con il Comitato olimpico di quel Paese, che riceverà una fornitura ad hoc di vaccini da parte dell’azienda farmaceutica statunitense Pfizer. Mark Adams, portavoce del Comitato olimpico internazionale (Cio), ha dichiarato che l’organizzazione prevede che la “grande maggioranza” degli atleti che prenderanno parte ai Giochi saranno vaccinati.

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