La Cina annuncia sanzioni contro Stati Uniti e Canada

La decisione arriva dopo le analoghe misure disposte da Washington e Ottawa per le violazioni nello Xinjiang

Cina

La Cina ha disposto sanzioni nei confronti di tre persone e una entità legale di Stati Uniti e Canada, in risposta alle analoghe misure disposte da Washington e Ottawa per presunte violazioni dei diritti umani nei confronti della minoranza etnica uigura nello Xinjiang. Lo ha riferito il ministero degli Esteri cinese segnalando che le misure unilaterali dei due Paesi occidentali sono state disposte in base a “indiscrezioni” e notizie non fondate. La decisione di Pechino riguarda il presidente e il vice presidente della statunitense Commissione per la libertà religiosa internazionale (Uscifr), Gayle Manchin e Tony Perkins, il parlamentare canadese Michael Chong e la sottocommissione per i Diritti umani della commissione Esteri della Camera dei comuni del Canada.



Gli effetti delle sanzioni della Cina

Le sanzioni impediscono agli individui colpiti di poter accedere al territorio cinese, così come di Hong Kong e di Macao, oltre a impedire ai cittadini cinesi di poter intrattenere rapporti commerciali con loro. Rimangono in piedi, si legge ancora nella nota, le sanzioni emesse in precedenza verso gli individui statunitensi che hanno “seriamente minacciato” la sovranità della Cina sugli interessi dello Xinjiang. Il governo cinese, si legge nella nota, “è fermamente determinato a salvaguardare la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi al proprio sviluppo”, sollecitando “le parti interessate a comprendere chiaramente la situazione e correggere i propri errori”. Usa e Canada vengono esortati a fermare “la manipolazione politica sulle questioni relative allo Xinjiang, smettere di interferire negli affari interni della Cina in qualsiasi forma e astenersi dal proseguire lungo la strada sbagliata”, pena il rischio di “rimanere scottati”.

Leggi altre notizie su Nova News
Seguici su FacebookTwitterLinkedInInstagram