“L’oleodotto Usa Colonial ha pagato il riscatto di 4 milioni di dollari agli hacker”

Lo sostiene il miliardario John Catsimatidis che ha raccontato la propria versione a “Fox News”

oleodotto colonial 1

La Colonial Pipeline, società che opera l’omonimo oleodotto statunitense, avrebbe versato 4 milioni di dollari agli hacker dai quali è stata attaccata. Lo sostiene il miliardario John Catsimatidis, candidato sindaco di New York per il Partito repubblicano nel 2013, che ha raccontato a “Fox News” di aver saputo del pagamento del riscatto da proprie fonti. “I terroristi sono stati pagati. Stando a quel che mi hanno detto le mie fonti, l’importo è stato di 4 milioni di dollari”, ha spiegato Catsimatidis. L’oleodotto Colonial, la maggiore infrastruttura che rifornisce di carburante le principali città della costa est degli Stati Uniti, dovrebbe tornare oggi a pieno servizio dopo la chiusura dovuta a un attacco hacker subito la scorsa settimana.



Lo ha fatto sapere l’omonima azienda che opera la condotta, lunga quasi 9 mila chilometri e in grado di muovere tra il Texas e il New Jersey circa 380 milioni di litri al giorno (il 45 per cento del carburante consumato sulla costa est). “Colonial Pipeline ha compiuto significative progressi nel ripristino sicuro del nostro sistema di oloedotti e può annunciare che la consegna dei prodotti è ricominciata nella maggior parte dei mercati che serviamo”, si legge in una dichiarazione diramata oggi. Il ripristino del servizio di Colonial dovrebbe interrompere l’aumento dei prezzi dei carburanti che si era verificata nei giorni scorsi. La compagnia è stata colpita venerdì scorso da un “ransomware” – ovvero un malware che può essere rimosso dai sistemi dietro pagamento di un riscatto – che gli inquirenti statunitensi hanno attribuito a un gruppo di cybercriminali che si fa chiamare DarkSide. Secondo il presidente Joe Biden, non ci sono prove sufficienti per collegare il gruppo ai servizi segreti russi, come ipotizzato da alcune fonti.

 



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