La Corte Suprema Usa respinge una causa sul blocco di utenti su Twitter da parte di Trump

La Corte ha stabilito che l'account Twitter presidenziale sia un foro pubblico dove vige la libertà di espressione

trump

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto una causa contro il blocco di alcuni utenti da parte del profilo Twitter dell’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.



La Corte ha stabilito che l’account Twitter presidenziale sia un foro pubblico dove vige la tutela della libertà di espressione, ma ha anche ritenuto che la causa sia stata vanificata dal passaggio di consegne alla Casa Bianca, e dal conseguente trasferimento dell’account Twitter presidenziale da Trump al democratico Joe Biden. Il giudice conservatore Clarence Thomas ha però allegato alla decisione un lungo parere legale in cui viene evidenziato anche il blocco permanente di Trump da parte di Twitter. Secondo il giudice, “se parte del problema è privato, e riguarda il progressivo accentramento del controllo dei contenuti e delle piattaforme online disponibili al pubblico, allora parte della soluzione potrebbe essere trovato in dottrine che limitino il diritto delle aziende private di escludereutenti sulla base delle loro opinioni o orientamenti politici.

Thomas cita a questo proposito alcune regolamentazioni e requisiti varati nel corso della storia Usa, a cominciare da quelli a carico dei servizi ferroviari e telefonici. Il parere legale di Thomas appare un invito aperto ai legislatori statunitensi a imporre limiti ai colossi tecnologici e del Web per tutelare la libertà di espressione, ma potrebbe anche essere interpretato come un appoggio indiretto all’idea di trasformare Internet in un servizio pubblico, una iniziativa promossa senza successo dall’ex presidente Barack Obama.



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