La deforestazione in Amazzonia è aumentata del 51% negli ultimi 11 mesi

Lo riferisce l'Organizzazione non governativa Imazon

Circa 8.381 chilometri quadrati di foresta amazzonica brasiliana sono andati distrutti nel corso degli ultimi 11 mesi, tra agosto 2020 a giugno 2021. Lo riferisce l’Organizzazione non governativa (Ong) Istituto dell’uomo e dell’ambiente dell’Amazzonia (Imazon), evidenziando che si tratta del maggiore livello di deforestazione registrato negli ultimi dieci anni. In particolare il territorio deforestato nel corso del periodo agosto 2020 e giugno 2021 è del 51 per cento superiore a quello del periodo precedente, da agosto 2019 a giugno 2020, quando il disboscamento interessava 5.533 chilometri quadrati. Considerando solo i i primi sei mesi di quest’anno, da gennaio a giugno 2021, la foresta ha perso un’area di 4.014 chilometri quadrati, anche in questo caso si tratta del tasso di deforestazione più alto per un primo semestre nell’ultimo decennio.



Prima del 2020 il peggior tasso di deforestazione annuale per la foresta dell’Amazzonia era stato registrato dall’Istituto nazionale di ricerca spaziale (Inpe) nel 2008, quando andarono distrutti 12.911 chilometri quadrati di foresta. Nel 2020, sono stati disboscati 10.129 chilometri quadrati. Secondo l’Imazon il 61 per cento del disboscamento è concentrato in soli due stati: Pará e Amazonas. Dei 5 municipi dove maggiore è stata la deforestazione, tre si trovano a Pará e due in Amazzonia. Si tratta di Altamira (Parà), con 61 chilometri quadrati devastati, Sao Felix do Xingu (Parà), con 48 chilometri quadrati, Labrea (Amazzonia), con 47 chilometri quadrati, Nuovi progressi (Amazzonia), con 42 chilometri quadrati e Apui (Amazzonia) con 41 chilometri quadrati.

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