La portaerei Usa Ronald Reagan entra nuovamente nel Mar Cinese Meridionale

Lo ha reso noto la Marina Usa in un comunicato, precisando che si tratta di una “missione di routine”

portaerei Usa Ronald Reagan

La portaerei statunitense Uss Ronald Reagan, accompagnata dall’incrociatore lanciamissili Uss Shiloh e dal cacciatorpediniere Uss Halsey, è entrata questa mattina nel Mar Cinese Meridionale, le cui acque sono quasi interamente rivendicate dalla Cina. Lo ha reso noto la Marina Usa in un comunicato, precisando che si tratta di una “missione di routine”. “Durante la propria permanenza nel Mar Cinese Meridionale, il gruppo d’assalto condurrà operazioni di sicurezza marittima, che includono operazioni di volo con aerei ad ala fissa e ad ala rotante, esercitazioni di attacco navale e addestramento tattico coordinato tra unità di aria e di superficie”, si legge nel comunicato. L’invio della Reagan nel Mar Cinese Meridionale giunge mentre il presidente Usa Joe Biden è impegnato in un importante tour in Europa che lo ha già visto partecipare al vertice del G7 in Cornovaglia e a quello della Nato a Bruxelles: in entrambe le occasioni, gli Stati Uniti hanno fatto pressione sui propri alleati per l’assunzione di una posizione più decisa contro la Cina. Quest’ultima negli ultimi anni ha incrementato la propria presenza nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale, creando allarme fra i Paesi della regione che ne contestano le rivendicazioni (in particolare Giappone, Taiwan, Filippine, Malesia, Brunei, Vietnam e Indonesia). Gli Stati Uniti, da parte loro, hanno quindi aumentato la frequenza delle missioni militari nell’area, invocando il diritto alla libertà di navigazione.



Proprio nelle ultime ore, peraltro, le Filippine hanno rinviato per la terza volta la cancellazione dell’accordo di cooperazione militare con gli Stati Uniti noto come Visiting forces agreement (Vfa). Lo ha annunciato il segretario agli Esteri Teodoro Locsin, precisando che la sospensione durerà sei mesi. In questo lasso di tempo, il presidente filippino Rodrigo Duterte “studierà, ed entrambe le parti discuteranno ulteriormente gli aspetti più problematici dell’accordo”. Gli osservatori si aspettano che infine l’intesa, che regola la presenza delle truppe statunitensi nel Paese del sud-est asiatico, venga rinnovata a fronte delle crescenti tensioni tra Filippine e Cina nel Mar Cinese Meridionale. La notizia è stata commentata dal portavoce del Pentagono, John Kirby. “Il dipartimento della Difesa accoglie con favore la decisione delle Filippine di sospendere ancora una volta la cancellazione del Visiting forces agreement. Consideriamo le Filippine un partner eguale e sovrano nella nostra alleanza bilaterale. Il nostro partenariato contribuisce non solo alla sicurezza dei due Paesi, ma rafforza anche un ordine basato sulle regole di cui beneficiano tutti i Paesi dell’Indo-Pacifico”, ha affermato Kirby.

Le tensioni tra Filippine e Cina si sono accese in particolare a partire dallo scorso 7 marzo, quando una flotta di oltre 200 pescherecci cinesi è approdata all’atollo di Whitsun Reef, nella zona delle isole Spratly, in un’area del Mar Cinese Meridionale rivendicata da entrambi i Paesi. Locsin ha definito le navi “una milizia marittima” e ha protestato formalmente con Pechino, senza ottenere risultati. Le Filippine hanno allora effettuato una serie di manovre militari contro le quali la Cina ha a sua volta protestato. Il presidente filippino Duterte è stato duramente criticato per non aver affrontato la Cina con la necessaria determinazione.



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