La Sardegna unica regione d’Italia in zona rossa

L'assessore Nieddu: "Valori da zona gialla, il sistema va cambiato"

La Sardegna, unica regione in Italia, resterà zona rossa. Decisivo l’ultimo monitoraggio Iss-ministero della Salute dal cui rapporto settimanale emerge che l’Isola pari a 0.97 e uno scenario di trasmissione di tipo 1 (come il resto d’Italia) ma 157 focolai portano a classificare come “alta” la valutazione del rischio. Una situazione, quella sarda, così come descritta dal rapporto Iss-ministero della Salute, che va verso il miglioramento: la valutazione della probabilità resta “moderata” e quella di impatto diventa “bassa”, oltre al calo del 10,2 per cento dei casi, 1.806 registrati nella settimana dal 12 al 18 aprile. L’assessore regionale alla sanità, Mario Nieddu, ha spiegato che la Sardegna è rimasta in zona rossa perché nella prima delle ultime due settimane trascorse nella zone a più alto rischio, l’Rt è stato a 1,29 e solo nella seconda è sceso a 0,98: il Dpcm prevede che si mantengano per 14 giorni i valori della zona in cui si dovrebbe approdare. “Per il resto abbiamo valori da zona gialla”, ha precisato l’esponente dell’esecutivo regionale sardo” che evidenzia come “il sistema di zonizzazione basato sul calcolo dell’Rt va cambiato perché non è corrispondente alle caratteristiche reali delle situazioni epidemiologiche delle Regioni”



Il responso del report settimanale Iss-ministero della salute non mancano di scatenare polemiche politiche. La Sardegna ancora in “zona rossa”, secondo Emanuele Cani, segretario regionale del Partito Democratico “certifica la scarsa efficienza dell’attività messa in campo dalla Regione per fronteggiare l’emergenza sanitaria”. Cani evidenzia “i problemi per i ritardi legati alle vaccinazioni, reparti ospedalieri chiusi o che funzionano a regime ridotto” e che “i controlli negli aeroporti: non si conoscono i dati su quante persone arrivano con il certificato di vaccinazione o negatività, quanti test vengono fatti in aeroporto, quanti risultano positivi e quanti vanno in quarantena. Eppure ogni giorno negli hub d’arrivo si registrano tra i 1.500 e i 2.000 controlli”. Per contro, afferma ancora il segretario dem “continuiamo ad assistere ai proclami della Regione e alle iniziative per la moltiplicazione delle poltrone”. Per Cani “è necessario che ci sia un’azione forte, perché gli interventi economici devono essere accompagnati da una campagna di vaccinazione a tappeto, con servizi in tutti i territori e con un’attenzione concreta ai più fragili”.

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