Tensione nel Donbass dopo l’arrivo di Zelensky, la Russia schiera missili Iskander a Voronezh

Il capo dello Stato ucraino in visita nella zone dove sono operative le unità dell'Operazione delle forze congiunte

Volodymyr Zelensky

La situazione nel Donbass, l’area orientale dell’Ucraina, resta tesa dopo l’arrivo ieri del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Il capo dello Stato ucraino è arrivato ieri in mattinata nella zona dove sono operative le unità dell’Operazione delle forze congiunte – la missione militare permanente attiva nell’area del Donbass controllata dalle forze di Kiev. Zelensky ha parlato con il personale, cercando di migliorare lo stato morale e psicologico dei militari ucraini, anche alla luce delle notizie sull’ammassamento di truppe russe ai confini. “In qualità di comandante in capo supremo, voglio stare con i nostri soldati in questi tempi difficili nel Donbass e visitare i luoghi dove è in corso un’escalation della tensione, fra cui quello dove è stato ucciso un soldato di 23 anni la scorsa notte (fra mercoledì e giovedì). L’Ucraina ha bisogno di pace e farà tutto il possibile per raggiungere quest’obiettivo”, ha twittato ieri Zelensky al suo arrivo. Uno dei luoghi scelti per la visita è stato il villaggio di Maryinka, nei pressi della linea di contatto con l’autoproclamata repubblica di Donetsk, dove è di stanza la 28ma brigata meccanizzata delle forze armate ucraine.



“Per quanto riguarda l’influenza statunitense, non esagererei molto sulla loro influenza esterna”, ha detto Kozak nel corso di una conferenza stampa. “Non credo che gli statunitensi stiano spingendo Zelensky in prima linea, in modo che inizi un conflitto a fuoco con le repubbliche del Donbass. Molto probabilmente, non è così”, ha aggiunto Kozak. Secondo il rappresentante del Cremlino, le prossime mosse dipendono dagli interessi geopolitici perseguiti dagli Usa. “Gli Stati Uniti hanno ancora dei dolori a causa dell’esistenza dell’Unione sovietica, non vogliono davvero alcun tipo di unità, amicizia e un’unica politica interna ed estera in questo spazio”, ha sottolineato Kozak.

La Russia, tuttavia, non sta a guardare. All’ammassamento di truppe ai confini, infatti, si aggiunge anche il dispiegamento di sistemi missilistici Iskander nella regione di Voronezh, al confine con l’Ucraina. Secondo quanto riferito da Tom Bullock, analista del sito specializzato in temi di difesa “Ihs Jane”, gli Iskander in questione sarebbero quelli forniti in dotazione alla 119ma brigata missilistica del Distretto militare centrale russo. Il convoglio, spiega l’esperto, è stato individuato mentre si stava dirigendo a nord dalla stazione ferroviaria di Kolodeznaja, per poi proseguire verso nord est, attraverso il villaggio di Novaja Usman. Secondo Bullock, pur non ritenendo il dispiegamento militare russo nella regione Voronezh una mossa che preannuncerebbe un’offensiva, il trasferimento nella zona degli Iskander è sicuramente un fatto significativo nel quadro delle sempre più crescenti tensioni fra Russia e Ucraina nella regione del Donbass. Proprio a Voronezh, situata a circa 250 chilometri dal confine con l’Ucraina, è stato identificato un ospedale da campo dove è presente un numero imprecisato di militari russi. Un video pubblicato sul social network TikTok da un cittadino di Voronezh mostra un lanciarazzi TOS-1 e veicoli da combattimento di fanteria BMP-1. Le targhe dei rimorchi hanno vari codici a due cifre che indicano vari distretti militari: il numero 50, che è il Distretto militare occidentale che include Voronezh; e i numeri 87 e 76, che sono, rispettivamente, i codici dei Distretti militari siberiano e Volga-Urali (fusi nel Distretto militare centrale nel 2010).



Gli Stati Uniti, intanto, stanno prendendo in considerazione l’invio di navi da guerra nel Mar Nero nelle prossime settimane per mostrare il loro sostegno all’Ucraina in mezzo alla crescente presenza militare della Russia al confine orientale dell’Ucraina. Secondo quanto riferito da un rappresentante del Pentagono all’emittente televisiva “Cnn”, la Marina degli Stati Uniti opera regolarmente nel Mar Nero, ma un dispiegamento di navi da guerra in questo momento di tensione invierebbe un messaggio specifico a Mosca sul fatto che gli Stati Uniti stanno osservando da vicino gli sviluppi della situazione. Gli Stati Uniti sono tenuti a dare un preavviso di 14 giorni della loro intenzione di entrare nel Mar Nero in base alla Convenzione del Montreux del 1936 che conferisce alla Turchia il controllo dello Stretto che consente l’accesso al mare. Non è chiaro, tuttavia, se sia stato ancora inviato un avviso di questo tipo. La fonte della Difesa citata da “Cnn” ha affermato, inoltre, che la Marina sta continuando a inviare aerei da ricognizione nello spazio aereo internazionale sul Mar Nero per monitorare l’attività navale russa e qualsiasi movimento di truppe in Crimea.

 

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