La sospensione di Twitter in Nigeria ha provocato perdite per oltre 18 milioni di dollari

Lo afferma il quotidiano locale "Guardian" citando i dati di NetBlocks

nigeria

La sospensione delle attività di Twitter in Nigeria ha provocato negli ultimi tre giorni perdite all’economia nazionale per 7,5 miliardi di naira (oltre 18,3 milioni di dollari). Lo afferma il quotidiano locale “Guardian” citando i dati di NetBlocks, piattaforma di monitoraggio della cybersicurezza secondo la quale il blocco disposto venerdì scorso sera dalle autorità di Abuja alle attività che sfruttano il servizio della piattaforma social ha messo a dura prova l’economia del Paese africano nel giro di pochi giorni, con una stima delle perdite legate all’e-commerce pari a 12 miliardi di dollari. Secondo NetBlocks, ogni ora persa su Twitter costa alla Nigeria circa 250 mila dollari, portando la perdita giornaliera ad almeno 6 milioni di dollari. La decisione di sospendere Twitter rischia di ritorcersi contro il governo e di costare economicamente al Paese in termini di nuovi investimenti nel suo settore tecnologico: prima economia continentale, la Nigeria è infatti anche uno dei Paesi africani con le migliori prestazioni nell’attrarre investimenti per le start-up tecnologiche. Nelle ore che hanno seguito la sospensione, osserva NetBlocks, in Nigeria si sono infatti moltiplicate le ricerche su internet di Vpn, un dispositivo che permette di crittografare la propria connessione internet come se ci si connettesse da un altro Paese rispetto alla propria reale posizione geografica.

Sabato scorso il governo nigeriano ha emesso un avviso di sospensione a tempo indeterminato di Twitter per il presunto utilizzo della piattaforma per attività che minacciano l’unità del Paese. La mossa ha fatto seguito alla decisione della piattaforma social di cancellare un tweet del presidente Muhammadu Buhari sugli indipendentisti del Biafra, segnalato come offensivo dagli utenti, motivandola come una misura reciproca per “disinformazione e diffusione di notizie false” tramite la piattaforma. Nel tweet il capo dello Stato aveva annunciato il pugno di ferro nei confronti dei gruppi secessionisti che minacciano la sicurezza del Paese, scatenando la reazione degli utenti e quella della piattaforma stessa che ha eliminato il post incriminato. Ieri il capo dello Stato è tornato sull’argomento pubblicando un post su Facebookaffermando che la politica di censura dell’azienda non è riuscita a comprendere i gravi problemi che la Nigeria deve affrontare. “La rimozione del tweet del presidente Buhari è stata deludente. La censura sembrava basata su un fraintendimento delle sfide che la Nigeria deve affrontare oggi”, si legge in un messaggio di Buhari. In seguito alla sospensione di Twitter in Nigeria, le missioni diplomatiche di Ue, Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Irlanda hanno espresso congiuntamente rammarico per la decisione del governo.

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