L’ambasciatore Ahmadzada: “Il Festival del cinema azerbaigiano rafforza i rapporti con l’Italia”

Parte a Roma alla Casa del cinema di Villa Borghese la terza edizione del Festival del cinema azerbaigiano

Parte a Roma alla Casa del cinema di Villa Borghese la terza edizione del Festival del cinema azerbaigiano, un appuntamento che “rappresenta un nuovo passo per rafforzare i rapporti tra Azerbaigian e Italia”, come ha detto l’ambasciatore Mammad Ahmadzada. Questo appuntamento si svolge in coincidenza con l’anniversario della nascita della Repubblica democratica dell’Azerbaigian il 28 maggio del 1918. Il Festival viene inaugurato questa sera con la proiezione del documentario “L’ultima sessione”, realizzato dal Baku Media Center con il supporto della Fondazione Heydar Aliyev, che racconta gli ultimi giorni della storia, travagliata e difficile, della prima Repubblica dell’Azerbaigian.



“La prima repubblica dell’Azerbaigian”, ha detto Ahmadzada, ha gettato le basi del primo Stato laico “in tutto l’Oriente musulmano”. L’ambasciatore ha precisato che nel corso del Festival, che si svolge da oggi al 29 maggio, saranno proiettati due cortometraggi sulla repubblica democratica dell’Azerbaigian, e quattro lungometraggi sulla vita quotidiana e sulla società del Paese caucasico. L’ambasciatore azerbaigiano ha infine sottolineato la vicinanza tra le istituzioni ed i popoli di Italia e Azerbaigian anche “nei periodi più bui della pandemia”, come attestato dalla bandiera azerbaigiana proiettata ai mercati di Traiano a Roma e da quella italiana al centro Heydar Aliyev di Baku. E’ intervenuto per l’apertura del Festival anche il senatore Stefano Lucidi, presidente del gruppo di amicizia interparlamentare Italia-Azerbaigian. Il senatore voluto ricordare la “vicenda dolorosa” del recente conflitto nel Nagorno-Karabakh, cogliendo l’occasione per rimarcare l’esigenza di “lavorare affinché sia effettivamente alle spalle”. “Lavoriamo per consolidare i rapporti di amicizia tra i Parlamenti di Italia e Azerbaigian. Eventi come questi servono a tale scopo”, ha sottolineato Lucidi. L’editore Sandro Teti ha infine messo in evidenza i profondi legami culturali tra Italia e Azerbaigian.

 



 

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