Hadjimichael: “Turchia chiede concessioni all’Ue in cambio della ripresa dei negoziati su Cipro”

L'ambasciatore Minas Hadjimichael commenta a "Nova" l'esito della conferenza informale di Ginevra su Cipro

ambasciatore cipriota in italia - minas hadjimichael

La Turchia è arrivata alla conferenza informale di Ginevra su Cipro, organizzata dall’Onu la scorsa settimana, avendo già in mente di non acconsentire ad un accordo sulla ripresa immediata dei negoziati sulla questione cipriota. Ankara, infatti, “spera di ottenere concessioni dall’Unione europea riguardanti tra l’altro la modernizzazione della sua unione doganale, in cambio della ripresa dei negoziati”. Lo afferma ad “Agenzia Nova” l’ambasciatore di Cipro in Italia, Minas Hadjimichael, commentando l’esito della riunione informale sulla questione cipriota convocata dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a Ginevra dal 27 al 29 aprile nel formato 5+1: le due comunità dell’isola e le tre cosiddette “potenze garanti”: Grecia, Regno Unito e Turchia. La conferenza non ha portato ad alcun accordo per “un terreno comune” che possa aprire la via alla riapertura dei negoziati formali tra le due parti per una soluzione all’annosa questione cipriota, come confermato dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. Quest’ultimo ha in ogni caso ha ribadito l’intenzione di non rinunciare a questo obiettivo seppur dovendo ammettere che non si è trattato di “un incontro facile”. Unica certezza emersa dall’incontro è che sarà convocata una nuova conferenza informale con lo stesso formato, che potrebbe tenersi nei prossimi due o tre mesi a New York. “L’obiettivo della Turchia era di ripetere l’incontro nel formato 5 + 1 tra 2 o 3 mesi con l’obiettivo di organizzare un altro incontro del genere che confermi tutta la linea”, dichiara Hadjimichael.



Per l’ambasciatore cipriota in Italia, esiste ancora un divario “molto significativo” tra le parti poiché quella “turca ha cambiato radicalmente la sua posizione ufficiale sulla forma della soluzione del problema di Cipro (dalla riunificazione alla divisione), quindi non sorprende che l’incontro 5+1 non abbia portato a un accordo sulla ripresa dei negoziati”. Il leader turco-cipriota Ersin Tatar, prima della conferenza, aveva già annunciato di propendere per una soluzione a due Stati, andando in controtendenza con quanto caldeggiato dallo stesso predecessore di Tatar, Mustafa Akinci, a favore della riunificazione dell’isola. “È chiaro che il completo rovesciamento della legalità internazionale è stato proposto dalla parte turco-cipriota come precondizione per riprendere i negoziati su un accordo, insieme a una serie di altri parametri assurdi per arrivare alla soluzione dei due Stati”, sottolinea il capo della missione diplomatica.

Secondo Hadjimichael, la posizione espressa da Tatar e dal ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, “risolve” il problema di Cipro “formalizzando i risultati dell’invasione e dell’occupazione da parte della Turchia” che iniziò il 20 luglio 1974, in risposta al colpo di Stato militare cipriota che aveva deposto il presidente cipriota, l’arcivescovo greco-ortodosso Makarios, alterando gli equilibri faticosamente raggiunti con il Trattato di Zurigo e Londra del 1960. “Non esiste una visione turco-cipriota oltre a quella della separazione e la segregazione, mentre si stabiliscono i termini del divorzio”, aggiunge il diplomatico ricordando la posizione espressa dalla parte greco-cipriota e dalla Grecia nell’accogliere con favore la “perseveranza” di Guterres a continuare a lavorare per la riunificazione di Cipro. “Restiamo fermi nella nostra ricerca della soluzione nella forma della federazione bizonale e bicomunitaria e invitiamo coloro che hanno influenza sulla Turchia a farle capire la necessità di mettere gli interessi dei ciprioti al di sopra dei propri”, spiega Hadjimichael. “Questo è l’unico modo per andare avanti”, rimarca l’ambasciatore chiarendo che eventuali “azioni unilaterali” da parte turca che creeranno tensioni e ulteriori fatti compiuti “ostacolano la creazione delle condizioni necessarie per riprendere i negoziati”.



Il presidente cipriota, Nikos Anastasiades, ha in ogni caso ribadito da Ginevra di avere massima fiducia nell’operato dell’Onu e del segretario Guterres per giungere ad un compromesso per la riapertura dei negoziati informali. “Siamo certi che da parte del segretario generale dell’Onu saranno compiuti sforzi affinché tutto il lavoro preparatorio necessario sia svolto in modo che il prossimo incontro possa avere prospettive di successo”, dice Hadjimichael. “Per nostro conto ci muoveremo non prendendo in considerazione gli obiettivi fissati dalla parte turca, ma esclusivamente i desideri del popolo cipriota, sia della comunità greco-cipriota che di quella turco-cipriota“, continua sottolineando che “non esiste altra forma di soluzione” oltre a quella della federazione “che possa fornire alle due comunità dell’isola una prospettiva di prosperità e pacifica convivenza”.

Alla conferenza di Ginevra ha partecipato solo in qualità di osservatore anche l’Ue con un suo funzionario. Le autorità di Nicosia hanno sempre sostenuto la necessità che anche Bruxelles prenda parte a questi appuntamenti come mediatore per una soluzione finale, dal momento che Cipro è uno Stato membro dell’Unione. “Stiamo lottando per una soluzione che riunificherà il nostro Paese, che creerà uno Stato funzionale sulla base di una federazione bizonale e bicomunitaria, che garantirà i diritti umani di tutti i suoi cittadini e che non ignorerà il fatto che Cipro è e rimarrà uno Stato membro dell’Ue”, sostiene l’ambasciatore cipriota. “Pertanto, il ruolo dell’Ue è essenziale per salvaguardare non solo la funzionalità dello Stato all’interno dell’Unione, ma anche una soluzione compatibile con l’acquis europeo, i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti gli abitanti dell’isola allo stesso modo”, sostiene l’ambasciatore cipriota ricordando in questo senso l’intervento scritto alla conferenza di Ginevra inviato dall’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell. “Una soluzione a due Stati è fuori questione e non può essere accettata dalla comunità internazionale, né ovviamente dall’Ue. La nostra posizione resta che funzionari o rappresentanti dell’Unione dovrebbero partecipare a qualsiasi riunione e, naturalmente, a qualsiasi eventuale ripresa dei colloqui, la posizione turca, però, resta negativa al riguardo”, conclude Hadjimichael.

 

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici anche sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram