L’Arabia Saudita si impegna a guidare il Medio Oriente nella riduzione delle emissioni di CO2

Riad si appresta a chiudere il summit della “Middle East Green Initiative” con una serie di impegni importanti

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L’Arabia Saudita si appresta a chiudere il summit della “Middle East Green Initiative”, con una serie di impegni importanti, tra cui raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2060 e il lancio di una nuova iniziativa mirata investire fino a 10,4 miliardi di dollari per proteggere l’ambiente nella regione. Il summit iniziato oggi è un’estensione del Forum inaugurale della Saudi Green Initiative (Sgi) del 23 ottobre e dell’evento “Youth Green Summit”, entrambi rivolti agli impegni climatici dell’Arabia Saudita e alle iniziative che daranno forma al futuro sostenibile del Paese. All’evento hanno partecipato diversi capi di governo, tra cui il primo ministro algerino Aymen Benabderrahmane, il premier marocchino Aziz Akhannouch, la premier tunisina Najla Bouden, il primo ministro pachistano Imran Khan, il premier greco Kyriakos Mitsotakis e il vice primo ministro russo Alexander Novak, oltre all’inviato Usa per il clima, John Kerry.



Lo scorso 23 ottobre il principe saudita, Mohammed bin Salman, ha aperto il Forum Saudi Green Initiative, raddoppiando gli obiettivi fissati per la riduzione delle emissioni di CO2, oltre a fissare obiettivi per aumentare le aree protette in Arabia Saudita al 30 per cento e piantare 10 miliardi di alberi. Aprendo il summit odierno, il principe ereditario ha inoltre affermato che l’Arabia Saudita istituirà un fondo di investimento per l’economia circolare nonché un’iniziativa economica internazionale per fornire cibo a oltre 750 milioni di persone in tutto il mondo con un budget di oltre 930 milioni di riyal (247 milioni di dollari). Il principe ereditario saudita ha inoltre delineato i piani della regione per ridurre le emissioni di CO2 dalla produzione di idrocarburi di oltre il 60 per cento e l’impegno per il più grande programma di riforestazione del mondo, dove verranno piantati 50 miliardi di alberi in tutto il Medi Oriente, ripristinando un’area equivalente a 200 milioni di ettari di terreno degradato.

Gli impegni presi da Mohammed bin Salman hanno tuttavia sollevato una serie di dubbi su come i Paesi produttori di petrolio possano impegnarsi contemporaneamente a ridurre le emissioni interne continuando a esportare combustibili fossili all’estero. Solo alcuni mesi fa, il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, aveva ridicolizzato l’obiettivo dell’Agenzia internazionale dell’energia per il 2050 di raggiungere le emissioni nette zero, definendolo ‘un sequel del film La La Land'”. La compagnia petrolifera statale Saudi Aramco ha proseguito con il proprio impegno a raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette nelle sue operazioni entro il 2050, tuttavia, l’impegno non copre le emissioni generate da clienti e fornitori, che rappresentano la stragrande maggioranza dell’inquinamento climatico della compagnia petrolifera. Mentre l’Arabia Saudita ha promesso di ridurre le emissioni di gas serra in patria, il Paese ha chiarito che ha ancora intenzione di esportare enormi quantità di petrolio e gas in altri Paesi.



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