L’Australia porrà il veto all’ingresso della Cina nel Partenariato trans-Pacifico

Lo ha annunciato il ministro del Commercio di Canberra, Dan Tehan

cina cptpp

L’Australia ha fatto sapere che si opporrà all’ingresso della Cina nel CpTpp (Accordo globale e progressivo di partenariato trans-Pacifico, noto anche come Tpp-11) fino a quando Pechino non rivedrà la propria politica nelle relazioni bilaterali. Lo ha detto il ministro del Commercio dell’Australia, Dan Tehan, evocando – in un’intervista al “Australian Financial Review” – la fine dei boicottaggio cinese verso alcuni prodotti nazionali e la ripresa dei contatti tra ministri. Le pratiche erano state avviate in settimana dal ministro del Commercio cinese Wang Wentao, ma per l’ingresso nel CpTpp è necessario il consenso all’unanimità degli undici paesi aderenti, tra cui – oltre all’Australia – anche il Giappone, il Canada e Singapore. Tehan ha anche fatto sapere che i membri del gruppo chiederanno alla Cina di soddisfare “alti standard” nelle pratiche commerciali e di aver rispettato le norme internazionali sugli scambi, a partire da quelle fissate dall’Organizzazione mondiale del Commercio (Omc).



Le relazioni tra i due Paesi sono peggiorate nel corso degli ultimi anni. L’Australia ha approvato leggi per limitare la possibile ingerenza cinese nei propri confini e auspicato indagini sulle presunte responsabilità di Pechino nell’origine e nella diffusione del nuovo coronavirus. La Cina ha risposto elevando i dazi all’importazione o bloccando l’ingresso nel proprio mercato di alcuni prodotti chiave del commercio australiano, tra cui il vino e la carne. Azioni che hanno causato danni milionari all’export australiano, denunciate da Canberra come in violazione di diverse regole dell’Omc. Nelle ultime ore poi la Cina ha attaccato l’Australia per l’accordo stretto con Stati Uniti e Gran Bretagna sulla partnership di sicurezza Aukus, definito dal portavoce dell’ambasciata a Washington, Liu Pengyu, frutto di una “mentalità da Guerra Fredda”. L’accordo, che punta a fornire all’Australia missili a propulsione nucleare nell’arco di 18 mesi, è stato inteso come una risposta all’espansionismo di Pechino nel Mar Cinese Meridionale e nello Stretto di Taiwan.

L’Aukus ha peraltro aperto un’altra frizione internazionale: la Francia, che aveva in piedi una commessa per sommergibili non nucleari all’Australia ha denunciato un “tradimento” degli alleati e richiamato per consultazioni gli ambasciatori negli Stati Uniti e in Australia. Il Tpp-11 è una revisione dell’accordo di libero scambio siglato nel 2016 da Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malesia, Messico, Nuova Zelanda, Peru, Singapore, Vietnam, e Stati Uniti. Fortemente voluto dall’amministrazione dell’ex presidente Usa Obama, il patto fu inizialmente concepito come un mezzo per limitare l’influenza cinese nel Pacifico. Successivamente, durante l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump, proprio gli Stati Uniti abbandonarono i negoziati per l’istituzione dell’accordo, che oggi rappresenta circa il 13 per cento del prodotto interno lordo globale.



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