Lavoro forzato nello Xinjiang: Washington sanziona cinque società di Pechino

Lo ha reso noto oggi il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti

Cinque società cinesi sono state aggiunte dagli Stati Uniti all’elenco delle entità che accettano o utilizzano il lavoro forzato nel quadro della campagna di repressione della Repubblica popolare cinese contro i gruppi di minoranza uigura nella regione autonoma dello Xinjiang. Lo ha reso noto oggi il dipartimento del Commercio degli Stati Uniti.

“La decisione limiterà l’accesso a prodotti, software e tecnologia soggetti alle Export Administration Regulations (Ear) e rientra nel quadro dell’impegno di Washington per contrastare la campagna di repressione cinese verso i gruppi di minoranza religiosa ed etnica”, si legge nel comunicato. Le entità aggiunte all’elenco, legate all’impiego del lavoro forzato che coinvolge gli uiguri e altri gruppi di minoranze nello Xinjiang, sono: Hoshine, Daqo new energy, East Hope, Gcl New energy e Xpcc.

“Il dipartimento del Commercio continuerà a intraprendere un’azione decisa e decisa per ritenere responsabili la Cina e gli altri autori di violazioni dei diritti umani”, prosegue la nota. L’elenco è uno strumento utilizzato per limitare l’esportazione, la riesportazione e il trasferimento di articoli affiliati a persone (individui, organizzazioni, società) che si ritiene coinvolte o che pongono un rischio significativo di essere coinvolto, in attività contrarie alla sicurezza nazionale o agli interessi di politica estera degli Stati Uniti.

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