Le aziende di Emirati e Israele lavorano ad una tecnologia anti-drone

Le aziende affermano che la soluzione comprenderà sistemi di rilevamento e identificazione

drone

Il gruppo emiratino del settore della difesa Edge e l’Israel Aerospace Industries (Iai) hanno annunciato un accordo strategico per sviluppare una soluzione per il contrasto dei droni. In base a un memorandum d’intesa siglato oggi, la sussidiaria di Edge Sign4L, specializzata in prodotti di guerra elettronica, condividerà la tecnologia con il produttore israeliano della difesa, leader nei sistemi di difesa missilistica e altre contromisure. Le aziende affermano che la soluzione comprenderà sistemi di rilevamento e identificazione, soluzioni “soft kill” per jamming (strumenti utilizzati per inibire le trasmissioni in radiofrequenza) o cyber-take-over (presa di controllo del drone tramite dispositivi informatici) e capacità di “hard kill”, come missili, apparecchiature elettromagnetiche o laser. L’accordo è stato firmato nell’ambito del percorso di normalizzazione delle relazioni tra Emirati e Israele avviato il 15 settembre del 2020 con i cosiddetti Accordi di Abramo. Da allora, i Paesi hanno aperto collegamenti aerei commerciali e stretto accordi con le rispettive compagnie del settore della difesa. Le aziende del settore della difesa israeliano sono state invitate quest’anno a partecipare alla fiera Idex che si è tenuta ad Abu Dhabi lo scorso fine febbraio, ma a causa del Covid-19 nessuna delegazione è riuscita a garantire la sua presenza all’esposizione.



In una nota, l’amministratore delegato di Edge, Faisal al Bannai, ha dichiarato che la cooperazione con Iai su un sistema aereo in grado di contrastare i droni, noto come Counter Unmanned Aerial System (C-Uas), aiuterà i Paesi della regione ad affrontare una “minaccia crescente”. “Poiché Edge investe ampiamente in capacità autonome, il nostro co-sviluppo di un C-Uas contribuirà a rafforzare il nostro portafoglio di tecnologie avanzate”, ha dichiarato Al Bannai. Boaz Levy, amministratore delegato di Iai, ha affermato in un comunicato stampa che il progetto potrebbe portare a un’ulteriore collaborazione tra le due aziende. “Questo memorandum d’intesa funge da trampolino di lancio per ulteriori alleanze commerciali e strategiche tra i nostri Paesi e rafforzerà la cooperazione per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione tecnologica”, ha affermato. Ulteriore supporto sarà disponibile tramite la partnership di Iai con Belgium Advanced Technology Systems che ha una presenza tecnica e di marketing locale nella regione del Medio Oriente.

I droni rappresentano una minaccia crescente nella regione mediorientale e a livello globale. Varie soluzioni sono state sviluppate da Israele e da altre società, inclusi disturbatori di frequenze (jammer) e sistemi per abbattere droni tramite fasci laser o missili. Sciami di droni e anche quadricotteri utilizzati in ambito civile hanno dimostrato che possono rappresentare una serie minaccia se modificati in versione armata. Droni armati e sempre più sofisticati si sono dimostrati particolarmente efficaci nel conflitto tra Armenia e Azerbaigian nel Nagorno-Karbakh, dove le forze di Baku hanno impiegato diverse tipologie di droni per individuare e colpire l’artiglieria armena. I droni vengono sempre di più utilizzati anche da milizie armate, come sta accadendo ad esempio nella guerra in Yemen, dove i ribelli sciiti Houthi utilizzano velivoli senza pilota carichi di esplosivo per colpire quasi ogni giorno le città dell’Arabia Saudita. Di recente, i sistemi anti-aerei sauditi hanno intercettato droni armati che sono riusciti a raggiungere, dal confine yemenita, i terminal petroliferi di Ras Tanura e Dhahran. Pur senza provocare alcun danno, l’azione dimostrativa ha alimentato preoccupazioni, anche a livello internazionale per la minaccia alle forniture petrolifere globali.



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