Le elezioni parlamentari e presidenziali in Somalia si terranno entro i prossimi 60 giorni

A comunicarlo è stato il premier Mohamed Hussein Roble che ha ricevuto gli applausi dopo aver annunciato l'accordo

somalia

Le elezioni parlamentari e presidenziali in Somalia si terranno entro i prossimi 60 giorni. È quanto prevede l’accordo siglato oggi dal governo federale e dagli Stati regionali, che pone fine a mesi di stallo politico. Ad annunciarlo è stato il premier Mohamed Hussein Roble il quale ha ricevuto forti applausi dopo aver annunciato l’accordo. In base all’accordo sarà lo stesso Roble, cui il presidente uscente Mohamed Abdullahi “Farmaho” ha delegato i poteri per la gestione del processo elettorale, il responsabile dell’attuazione delle questioni rimaste in sospeso e che avevano portato allo stallo nei colloqui, vale a dire l’elezione dei parlamentari del Somaliland, la riconciliazione nella regione di Ghedo e la formazione di un comitato di sicurezza elettorale composto da nove membri che includeranno i vertici della polizia federale, statale e della Missione dell’Unione africana in Somalia (Amisom). In precedenza fonti citate dall’emittente “Radio Dalsan” avevano riferito che la questione del Somaliland doveva ancora essere risolta dal momento che i rappresentanti di Hargheisa protestavano per l’assegnazione di soli cinque slot nella nomina delle squadre elettorali l’autoproclamata repubblica a livello regionale e federale.



La firma odierna è arrivata dopo che ieri le parti hanno finalmente raggiunto un accordo globale per lo svolgimento delle elezioni dopo mesi di impasse politica. Ad annunciarlo è stato il ministro degli Esteri, Mohamed Abdirizak, precisando che le tutte le questioni rimaste in sospeso per completare l’accordo sono state discusse e concordate in linea di principio negli ultimi colloqui di Mogadiscio. “Il processo di negoziazione non è stato facile, e questo dimostra quanto resti vitale il consenso, e senza consenso quanto sia fragile la pace in Somalia e quanto fragili rimangano le nostre istituzioni di governo”, ha detto Abdirizak in una dichiarazione ripresa dal sito online dell’emittente “Radio Dalsan”. “Tuttavia, ora abbiamo raggiunto un accordo che porterà la Somalia a elezioni libere, elezioni più eque”, ha aggiunto il capo della diplomazia somala, precisando che la Somalia in futuro dovrà avere una transizione prevedibile basata su elezioni che siano “inclusive, credibili, libere ed eque”.

La Somalia avrebbe dovuto tenere le elezioni generali tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, tuttavia il governo federale e gli Stati regionali sono stati a lungo in disaccordo sul processo elettorale dopo una serie di colloqui falliti a Dusa Mareb e a Mogadiscio. La crisi ha conosciuto il suo momento più alto alla fine di aprile quando, in seguito all’ennesima fumata nera nei colloqui, il presidente Farmajo ha deciso di forzare la mano facendo votare alla Camera bassa del parlamento – da lui controllata – una mozione che prevedeva la proroga di due anni del suo mandato, così come quello del parlamento. La prova di forza ha sollevato la durissima condanna delle opposizioni e degli Stati regionali schierati contro Farmajo – Puntland e Oltregiuba – e la diserzione di un centinaio di militari dissidenti dell’esercito nazionale somalo (Sna) provenienti in maggioranza dalla regione del Medio Scebeli, i quali hanno marciato verso Mogadiscio occupando i principali quartieri roccaforte dell’opposizione. La situazione è stata sull’orlo di degenerare per alcuni giorni fino a quando Farmajo – su forti pressioni internazionali – ha deciso di far revocare la proroga del suo mandato e ha ceduto al premier Mohamed Hussein Roble i poteri relativi alla sicurezza e alla gestione del processo elettorale.



 

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