Le Filippine annunciano una nuova protesta diplomatica nei confronti della Cina

La Cina ha aumentato il numero delle imbarcazioni nella Zona economica esclusiva di Manila nel Mar Cinese Meridionale

mar cinese

Le Filippine sono pronte a una nuova protesta diplomatica nei confronti della Cina, che ha aumentato il numero delle proprie imbarcazioni nella Zona economica esclusiva (Zee) di Manila nel Mar Cinese Meridionale. Lo ha dichiarato il segretario agli Esteri filippino Teodoro Locsin, precisando che la protesta è “essenziale per non lasciare che alcun incidente passi impunito”. Ai microfoni dell’emittente “Bloomberg”, Locsin ha dichiarato che i pescherecci cinesi nella Zee filippine sono aumentate dai 200 dello scorso marzo a quasi 300. Parole che giungono dopo quelle del capo delle forze armate di Manila, generale Cirilito Sobejana, che in settimana ha annunciato l’intenzione delle Filippine di costruire “un hub logistico” sull’isola di Thitu, nell’arcipelago delle Spratly, per consentire “alle navi militari di rifornirsi e ai marinai di riposarsi”. In questo modo, le navi che pattugliano le isole Spratly non dovrebbero più rientrare a Puerto Princesa, sull’isola filippina di Palawan, che si trova circa 480 chilometri più a est. L’ufficiale ha anche fatto sapere che unità della Marina filippina sono state dispiegate in nove avamposti del Mar Cinese Meridionale e che saranno installate telecamere a circuito chiuso per monitorare quel che accade nelle acque contese.



Gli accordi in essere tra la Cina e i Paesi dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) impediscono la costruzione di strutture nelle aree contese, ma secondo le Filippine la Cina ha già più volte violato i termini di quell’intesa. Nel commentare la notizia, il portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying ha ricordato che Pechino e Manila “godono di un’amicizia che risale a migliaia di anni fa e che le questioni relative al Mar Cinese Meridionale sono nate solo negli ultimi decenni”. “I nostri Paesi hanno raggiunto un accordo per gestire propriamente e pacificamente la questione attraverso il dialogo e i negoziati”, ha aggiunto Hua, auspicando che “certi individui si astengano dal provocare ulteriori problemi”. Le acque del Mar Cinese Meridionale, rivendicate quasi nella loro interezza dalla Cina, sono contese da Filippine, Malesia, Vietnam e Taiwan. Nel 2016 un arbitrato internazionale sostenuto dalle Nazioni Unite ha appoggiato la posizione di Manila rispetto alla disputa in corso con Pechino, che tuttavia non ha mai accettato la sentenza.

 



Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici anche sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram