Le forze israeliane arrestano gli ultimi due evasi dal carcere di Gilboa

Gli evasi avrebbero cominciato a scavare fin dallo scorso novembre 2020, utilizzando piatti e manici di padelle

israele gilboa

Le forze di sicurezza di Israele hanno arrestato questa notte gli ultimi due detenuti palestinesi evasi lo scorso 6 settembre dal carcere di massima sicurezza di Gilboa, nel nord dello Stato ebraico. L’arresto dei due fuggitivi, una settimana dopo gli altri quattro, conclude così una caccia all’uomo durata 13 giorni, dopo una delle peggiori evasioni della storia di Israele. Iham Kamamji e Munadil Nafiyat, membri della Jihad islamica palestinese, sono stati catturati a Jenin, in Cisgiordania, secondo quanto riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf). “I due terroristi sono stati catturati vivi e sono stati consegnati per un interrogatorio alle forze di sicurezza”, hanno detto i militari israeliani, che hanno preso Kamamji e Nafiyat in un’operazione congiunta con lo Shin Bet (servizi segreti interni) e lo Yamam (unità speciale della polizia).



Nella notte tra il 5 e il 6 settembre, sei detenuti palestinesi sono fuggiti dal carcere di Gilboa, sfruttando il sistema fognario della loro cella e un sotterraneo della prigione. Gli evasi avrebbero cominciato a scavare fin dallo scorso novembre 2020, utilizzando piatti e manici di padelle. La fuga dei sei carcerati ha evidenziato diverse falle nella sicurezza del carcere, tra cui la presenza di torrette di guardia vuote e agenti addormentati. Quattro degli evasi, incluso Zakaria Zubeidi, ex comandante delle Brigate dei martiri di Al Aqsa (gruppo armato affiliato al Fatah), ritenuto essere la mente della fuga, sono stati arrestati lo scorso fine settimana. In seguito all’evasione dei sei detenuti, considerati “eroi” tra i palestinesi, hanno avuto luogo forti tensioni in Cisgiordania e lanci di razzi dalla Striscia di Gaza, a cui Israele ha risposto con raid aerei contro obiettivi del movimento Hamas.

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