Legge di Bilancio: governo e partiti cercano la quadra sul taglio delle tasse

Bonomi: "Riteniamo che gli otto miliardi siano pochi"

franco

Sarà il ministro dell’Economia, Daniele Franco, a chiudere questa sera, alle 20:30, il ciclo di audizioni preliminari sulla manovra davanti alle commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Gli incontri sono iniziati venerdì scorso e sono ripresi ieri mattina con i rappresentanti dell’Asvis, il commissario straordinario per l’emergenza sisma dell’area etnea, Salvatore Scalia; i rappresentanti di Anci, Upi, Uncem, Conferenza delle Regioni e delle Province autonome; il commissario straordinario alla ricostruzione per il sisma del 2016, Giovanni Legnini; Cgil, Cisl, Uil e Ugl; Confindustria; Abi; Associazione nazionale imprese assicuratrici (Ania); Coni, Sport e Salute spa e Istat. Oggi invece saranno ascoltati i rappresentanti del Cnel, della Banca d’Italia, della Corte dei Conti e dell’Ufficio parlamentare di bilancio e infine il ministro. Mercoledì 24 novembre poi nella commissione Bilancio di palazzo Madama verrà avviato l’esame, in sede referente, del disegno di legge. Il termine per la presentazione degli emendamenti e degli ordini del giorno è stato fissato alle 17 di lunedì 29 novembre. Le altre commissioni, in sede consultiva, dovranno invece trasmettere i propri pareri alla quinta commissione entro oggi.



Nel frattempo governo e partiti cercano di trovare la quadra sul taglio delle tasse. L’obiettivo è quello di raggiungere una sintesi sulla destinazione degli 8 miliardi di euro previsti in manovra per ridurre la pressione fiscale e arrivare così alla formulazione di un emendamento comune da presentare in sede parlamentare al ddl di Bilancio. Il tavolo al Mef si è aggiornato a stamattina alle 8:30. La riunione di ieri sera è durata circa tre ore, l’obiettivo è di chiudere entro la fine di questa settimana.

Da quanto è emerso dal primo incontro, si starebbe lavorando all’ipotesi di destinare 6 milioni per intervenire sulla riduzione dell’Irpef e 2 dell’Irap e le proposte che il Tesoro dovrebbe portare al tavolo per ritoccare le aliquote sarebbero sei. “Riteniamo che gli otto miliardi sono pochi, riteniamo che ne debbano essere messi almeno 13 su un taglio forte contributivo del cuneo fiscale” ha detto a Potenza il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. “Noi riteniamo che gli otto miliardi debbano essere messi tutti sul taglio contributivo del cuneo fiscale, in primis per mettere più soldi in tasca agli italiani, gli stessi nove su dieci che, come ha detto Mattarella, hanno dimostrato un grande senso civico. Gli stessi italiani che si sono sacrificati in questi ultimi 18 mesi ed è anche giusto dargli un segno e soprattutto, mettere più soldi in tasca agli italiani, per stimolare la domanda interna” ha spiegato.



Intanto, sul fronte politico torna a farsi sentire Matteo Salvini. “Va benissimo un importante taglio di tasse per dipendenti e pensionati – ha detto il leader del Carroccio – ma la Lega porta al tavolo una richiesta di forte intervento anche per partite Iva e autonomi che più di tutti hanno sofferto i lockdown, basti pensare alla chiusura di 300 mila attività in 18 mesi. Per questo è necessario l’azzeramento dell’Irap per partite Iva e lavoratori autonomi”. La linea del Partito democratico “è di usare gli 8 miliardi di taglio fiscale per abbattere l’Irpef, di cui va fatta una revisione organica, e aiutare le micro imprese, le più colpite negli ultimi anni”. Lo ha detto il senatore del Pd Antonio Misiani, responsabile Economia e finanze nella segreteria nazionale del partito, a “24 Mattino” su Radio24. “Destinare 8 miliardi alla riduzione delle tasse può essere un segnale per la ripresa – ha spiegato -. E’ chiaro che 8 miliardi sono solo il primo step di una riforma fiscale complessiva, arrivano dal recupero dell’evasione fiscale”. Misiani ha poi ribadito che “sono troppi anni che il fisco italiano ha bisogno di una riforma organica, gli interventi a spizzichi e bocconi hanno complicato maledettamente il nostro fisco”.

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