Letta propone un “patto di legislatura”: al Quirinale una figura di garanzia

Per il segretario del Pd "l’idea che si voti nel 2022 va messa totalmente da parte"

quirinale fico

Un presidente della Repubblica super partes e in grado di rappresentare tutto il Paese, un “patto di legislatura” fino al 2023, il pieno sostegno all’attuale premier Mario Draghi e no ad elezioni nel 2022. Sono questi i punti centrali del dell’intervento del segretario del Partito democratico, Enrico Letta, alla direzione del Pd di oggi. “Il prossimo presidente della Repubblica dovrà essere una figura di garanzia e super partes nella quale tutte le componenti della società possano ritrovarsi: non un capo politico o una figura divisiva, ma una figura istituzionale e super partes che possa rappresentare tutti”, ha affermato Letta nel suo intervento. “(Il prossimo presidente) dovrebbe essere in continuità con il modello rappresentato da Sergio Mattarella, nel quale tutte le componenti della società possano ritrovarsi, in grado di guidare le nostre istituzioni e di sancire l’unità del nostro sistema nel modo migliore, in sintonia profonda con il nostro Paese”, ha detto Letta.



Per il Quirinale nessun diritto di precedenza al centrodestra

Secondo Letta non c’è nessun diritto di precedenza da parte del centrodestra di indicare il nome del prossimo presidente della Repubblica: questo diritto non c’è, i numeri non lo assegnano e la scelta di Matteo Salvini e Giorgia Meloni di puntare su Silvio Berlusconi è profondamente sbagliata. “Forse si è confuso l’atteggiamento rispettoso per le istituzioni da parte nostra con l’idea che ci siano numeri in parlamento per i quali il centrodestra abbia il diritto di precedenza: questo diritto non c’è, i numeri non lo assegnano e la scelta fatta ieri come se il presidente della Repubblica fosse di competenza esclusiva del centrodestra è profondamente sbagliata in quanto non legata alla dinamica che stiamo vivendo”, ha detto Letta. “Oggi in parlamento nessuno ha la maggioranza, c’è un’unione di minoranze e ognuno di noi deve considerare (questa situazione) con un lavoro basato sul rispetto, la delicatezza e la responsabilità. In questo momento mettere in campo nomi vuol dire sostanzialmente briciare nomi che potrebbero essere oggetto di veti da altre parti politiche. Noi intendiamo assumere una posizione costruttiva per dare al Paese un presidente della Repubblica che sia in scia con lo straordinario settennato di Sergio Mattarella”, ha aggiunto il segretario.

“Patto di legislatura” per guidare il Paese fino al 2023

Il segretario del Partito democratico Enrico Letta ha quindi proposto a tutte le forze politiche della maggioranza di impegnarsi un “patto di legislatura” in tre punti che sia in grado di guidare il Paese fino alla scadenza naturale della legislatura, nel 2023. “Crediamo che sia sbagliato chiudere le porte al dialogo, e la decisione di ieri (sulla candidatura di Silvio Berlusconi al Quirinale da parte del centrodestra) va in questa direzione. Noi vogliamo riaprire quelle porte per il bene del Paese perché il presidente della Repubblica passa da un accordo generale delle diverse forze politiche. Per questo proponiamo un patto di legislatura di tre punti che consenta di completare la legislatura in tempi naturali: l’elezione di un presidente super partes e di garanzia per tutti; la scelta forte di dare energia e forza perché prossimi 14 mesi le nostre proposte trovino risposte efficaci e con una nuova e rinnovata energia; il completamento di alcune fondamentali riforme per buona politica”, ha affermato Letta, citando come esempio l’approvazione di nuovi regolamenti parlamentari che limitino il trasformismo e la riforma della legge elettorale. “Questo necessita di un accordo generale che parta dalle forze di maggioranza alle quali mi rivolgo: ognuno faccia un gesto di coraggio e generosità verso il Paese, nella convinzione che sarà ripagato dai cittadini”, ha aggiunto il segretario.



Niente voto nel 2022

L’idea che si vada al voto nel 2022, e che la macchina del sistema pubblico si fermi proprio nel momento in cui bisogna dare il massimo per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), va messa totalmente da parte. Così il segretario del Pd nel suo intervento alla direzione nazionale. “In questo momento c’è un’abnorme crescita del costo delle materie prime che in tutto il mondo, e in Italia in particolare, sta creando per le imprese e le famiglie condizioni insostenibili per il costo della bolletta elettrica. Per questo è necessario un nuovo intervento. Noi abbiamo messo in campo proposte e il governo ha fatto delle aperure, e anche per questo insistiamo sulla necessità di una continuità di governo”, ha proseguito Letta, ribadendo che la via maestra per l’abbattimento del costo dell’energia sia quella di ridurre la tassazione. “Nella legge di bilancio sono stati approvati 4 miliardi di euro (in questa direzione), ma la fiammata continua e noi crediamo che questa rappresenti l’altra grande priorità”, ha detto il segretario del Pd, che ha poi elencato una serie di altre priorità per il governo quali la riforma e l’estensione degli ammortizzatori sociali, la lotta alla precarietà dei giovani e l’occupazione femminile e giovanile. “Si tratta di tante scelte che hanno bisogno di un’accelerazione, per questo propongo a tutte le forze politiche alleate una messa a punto delle scelte e delle strategie comuni”, ha aggiunto.

Letta: impossibile rinunciare a Draghi

Non possiamo permetterci di non valorizzare una “carta fondamentale” come quella rappresentata da Mario Draghi, dobbiamo proteggere la sua figura per far sì che dia il meglio al nostro Paese. “Sosteniamo questo governo con forza ea auspichiamo che Draghi riesca a dare il meglio di sé nella condizione unica e particolare di rilancio in cui viviamo oggi”, ha sottolineato Letta. “In Europa abbiamo alleati importanti e abbiamo la possibilità che le scelte europee riescano ad avere risultati importanti, ma anche questo dipenderà da come si comporteranno l’Italia e la politica italiana”, ha aggiunto.

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