Libano: i caschi blu italiani di Unifil custodi della “blue line”

Come recentemente sottolineato dal generale Del Col, i caschi blu di Unifil sono i “custodi temporanei”

Nei primi due mesi di mandato oltre 3.000 le attività operative svolte lungo la linea di demarcazione della Nazioni Unite da alpini e dragoni della Taurinense di Unifil, la missione di interposizione dell’Onu nel Libano meridionale. Lo riferisce oggi un comunicato stampa di Unifil – Sector West.



Con lo svolgimento in piena sicurezza dell’incontro tripartito presieduto dall’head of mission e force commander di Unifil, generale di divisione Stefano Del Col, e gli alti rappresentanti delle Forze armate libanesi e israeliane presso la postazione Onu di Ras Naqoura, si sono conclusi i primi due mesi di impiego della Brigata alpina “Taurinense” in terra libanese. Dallo scorso febbraio, la task force Italbatt, la componente di manovra del contingente italiano di Unifil basata sul reggimento “Nizza Cavalleria” e sul battaglione alpini “Saluzzo”, ha effettuato oltre 3.000 attività.

Gli alpini e i dragoni della Taurinense – attuando gli stretti protocolli previsti per il contenimento del contagio da Covid-19 – hanno operato per garantire le attività di controllo e di monitoraggio della cessazione delle ostilità in esito al mandato della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite, mediante continui pattugliamenti della “blue line” e nell’intero settore di responsabilità. Come recentemente sottolineato dal generale Del Col, i caschi blu di Unifil sono i “custodi temporanei” della “blue line, la fondamentale linea di demarcazione che separa il Libano da Israele, lunga oltre 120 chilometri, stabilita formalmente dalle Nazioni Unite nel 2000 e ben riconoscibile tramite i caratteristici “blue pillars”.



Contestualmente, il comando del contingente italiano ha coordinato le attività delle cinque task force multinazionali alle proprie dipendenze, sviluppando oltre diecimila attività nei primi sessanta giorni di mandato, in un contesto complesso e altamente instabile come quello libanese, dove la crisi economica e politica è aggravata dall’emergenza sanitaria per la pandemia.

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