Libano: sale a sei morti e 60 feriti il bilancio degli scontri a Beirut, in campo l’esercito

Questa mattina esponenti dei movimenti sciiti Amal ed Hezbollah si sono radunati davanti al palazzo del tribunale

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Sale a sei morti e almeno 60 feriti il bilancio degli scontri armati in corso nella capitale del Libano, Beirut. Lo riferisce l’emittente satellitare “Al Arabiya”. Questa mattina centinaia di esponenti dei movimenti sciiti Amal ed Hezbollah, tra cui diversi armati, si sono radunati davanti al palazzo del tribunale, nel distretto di Tayouneh, per protestare contro il mandato di cattura spiccato nei confronti del deputato, Ali Hassan Khalil, considerato il braccio destro del presidente del parlamento Nabih Berry, nell’ambito delle indagini sull’esplosione del porto di Beirut avvenuta il 4 agosto 2020. Secondo i media libanesi, la protesta dai due movimenti sciiti è stata organizzata per fare pressioni politiche nei confronti del giudice Tarek Bitar, incaricato delle indagini sull’esplosione del porto dei Beirut.



In base a quanto riporta il quotidiano libanese “L’Orient le Jour”, gli scontri sono iniziati poco dopo le 11 ora locale (le 12 in Italia) quando sono stati uditi colpi di arma da fuoco, dal vicino distretto di Tayyouné, zona in cui ha sede il tribunale di Beirut. Dopo i colpi d’armi da fuoco la situazione sarebbe degenerata rapidamente, con sparatorie e uomini armati per le strade. Dando la sua versione dei fatti sull’inizio degli scontri, l’esercito ha indicato su Twitter che “quando i manifestanti (di Hezbollah e Amal) si sono diretti verso il tribunale di Beirut, sono stati presi di mira dai distretti di Tayyouné e Badaro”. Una versione simile è stata fornita da Hezbollah e Amal, in una dichiarazione congiunta. Secondo loro, “verso le 10:45, i manifestanti, che stavano prendendo parte a una manifestazione pacifica, si stavano dirigendo verso il tribunale per condannare la politicizzazione delle indagini sull’esplosione al porto di Beirut e sono stati bersaglio del fuoco di tiratori scelti posizionati sui tetti degli edifici quando hanno raggiunto la rotonda di Tayyouné”.

In base a quanto si legge nella nota diramata dai due movimenti sciiti “ne sono seguiti colpi di arma da fuoco, che hanno ucciso diversi martiri e feriti gravemente altri” colpiti alla tesa. Nella nota, Amal ed Hezbollah affermano che “questa aggressione da parte di gruppi armati organizzati mira a condurre il Paese verso una discordia pianificata di cui si assumono la responsabilità i mandanti, nonché coloro che si nascondono dietro il sangue delle vittime dell’esplosione per ottenere conquiste politiche”. Dopo la prima sparatoria, i manifestanti riuniti davanti al tribunale hanno iniziato ad abbandonare l’area, mentre le forze speciali dell’esercito si sono rapidamente davanti all’edificio, tuttavia sono proseguiti gli spari in cui sarebbero coinvolti anche esponenti di Amal ed Hezbollah. Alla fine della mattinata, l’esercito ha invitato i civili a evacuare le strade nei quartieri dove si stavano svolgendo gli scontri, e ha avvertito che avrebbe sparato contro qualsiasi persona armata.



I politici devono prendere le misure necessarie a fermare gli scontri armati in corso nella capitale del Libano, ha dichiarato il ministro dell’Interno libanese, Bassam Maoulaoui, durante una riunione del Consiglio centrale di sicurezza. “Bisogna fare ciò che è necessario per controllare la situazione”, ha ribadito il ministro rivolgendosi ai leader politici. “La pace civile non è un gioco. Dobbiamo prendere tutte le misure necessarie”, ha affermato Maoulaoui, invitando i media a fornire il loro sostegno trasmettendo “notizie reali”. “Le forze di sicurezza devono svolgere il proprio ruolo e procedere agli arresti affinché la legge venga applicata”, ha insistito il ministro. “Gli organizzatori della manifestazione (i movimenti sciiti di Amal e Hezbollah) ci hanno assicurato che sarebbe stata pacifica, ma un crimine è stato commesso”, ha concluso Maoulaoui, chiedendo al governo di prendere tutte le misure necessarie “in politica e non solo” per controllare la situazione.

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