Libia: blackout e incendi sospetti coinvolgono il premier Dabaiba e il generale Haftar

Due episodi insoliti hanno coinvolto ieri i principali protagonisti della scena politica e militare della Libia

Libia

Due episodi insoliti hanno coinvolto ieri i principali protagonisti della scena politica e militare della Libia: il premier del governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba, e il comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), il generale Khalifa Haftar. L’aereo del primo ministro è stato lasciato al buio totale poco prima della partenza da Tobruk, dove il capo del governo si era recato per partecipare di persona a un’importante sessione della Camera dei rappresentanti sull’approvazione del primo bilancio unitario del Paese dal 2014 a questa parte. Fonti libiche consultate da “Agenzia Nova” hanno rivelato che ignoti hanno tolto l’elettricità alla pista dell’aeroporto nel momento in cui il velivolo doveva decollare. La stessa fonte ha affermato che un gruppo di auto ha illuminato la pista per consentire all’aereo di lasciare Tobruk. E’ singolare che un episodio del genere coinvolga proprio Dabaiba, che ha promesso a più riprese di risolvere il problema dei blackout elettrici entro l’estate. Lo scorso aprile, il premier aveva denunciato dei “sabotaggi” da parte di uomini armati sconosciuti contro le linee di trasmissione di energia nella centrale elettrica di Khmos, causando interruzioni di corrente su larga scala nella regione occidentale.



La seconda vicenda controversa avvenuta ieri in Cirenaica è un presunto incendio che sarebbe scoppiato nel presidiatissimo quartier generale di Haftar a Bengasi. Il portavoce dell’Lna, generale Ahmed al Mismari, ha subito smentito le “notizie false” sulle fiamme che sarebbero divampate nella sede del Comando generale ad Ar Rajma, il bunker di Haftar poco fuori il capoluogo cirenaico. “Dopo le verifiche delle unità antincendio presso la sede del Comando generale, è stato appurato che non c’era alcun incendio e che le notizie circolate erano false”, ha spiegato Al Mismari. Tuttavia, il sito web d’informazione libico “Al Wasat” ha sottolineato che la pagina Facebook del portavoce ha cancellato un post – dal quale i media hanno ripreso la prima notizia, poi smentita – nel quale si annunciava che un incendio era effettivamente scoppiato all’interno della sede del Comando generale, a causa di un corto circuito elettrico. Il post in seguito rimosso precisava che le fiamme non avevano causato danni o vittime. Vale la pena ricordare che il generale Haftar è da tempo ai ferri corti con il premier Dabaiba, al punto da non aver consentito a una delegazione governativa di riunirsi a Bengasi.

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