Libia: code davanti alla Commissione elettorale per le candidature dell’ultimo minuto

Ultimo giorno utile per consegnare le candidature per le elezioni presidenziali previste il 24 dicembre

Libia - libici in piazza

Sono ore di trepidazione in Libia nell’ultimo giorno utile per consegnare le candidature per le elezioni presidenziali previste il 24 dicembre, nella simbolica data del 70mo anniversario dell’indipendenza del Paese nordafricano. L’Alta commissione elettorale (Hnec) ha deciso di posticipare a domani la conferenza stampa prevista stasera “a causa dell’aumento del numero di candidati” alla carica di capo dello Stato. Secondo quanto si apprende, sono oltre 80 le candidature presentate finora, mentre decine candidati sarebbero ancora in fila per presentare la documentazione in tempo utile. La Hnec ha comunicato intanto di aver distribuito oltre un milione e mezzo di schede elettorali. Il ritardo accumulato nell’approvazione del quadro legale per le elezioni ha portato la Commissione ad annunciare l’apertura delle candidature alle elezioni di fine anno soltanto l’8 novembre: il termine delle domande per le presidenziali scade oggi, mentre per le legislative il 7 dicembre. La presentazione delle domande non implica automaticamente l’accettazione dei candidati: prima è necessario l’avallo della magistratura e delle autorità libiche responsabili del controllo dei documenti presentati, anche al livello fiscale.



La Commissione aveva annunciato sabato 20 novembre che il numero dei candidati era pari a 32. Ieri sera le domande presentate erano salite a 61, inclusa quella del premier del Governo di unità nazionale, Abdulhamid Dabaiba. La controversa legge elettorale emanata dalla Camera dei rappresentanti di Tobruk vieta tuttavia di candidarsi se si ricoprono incarichi istituzionali, quindi Dabaiba non avrebbe potuto candidarsi. Secondo il dibattuto articolo 12 della legge elettorale libica, infatti, chiunque voglia candidarsi alle elezioni deve lasciare ogni incarico tre mesi prima della data delle elezioni del 24 dicembre. Fonti di “Agenzia Nova” avevano riferito in precedenza che il premier intende impugnare l’articolo della legge – il cui testo è stato approvato dal Parlamento senza il quorum minimo legale – davanti alla giustizia.

Tra gli altri candidati di spicco alle presidenziali figurano il generale Khalifa Haftar, il presidente del parlamento, Aguila Saleh, Saif al Islam Gheddafi e l’ex ministro dell’Interno Fathi Bashaga. Da menzionare anche l’attivista Laila Ben Khalifa, prima donna ad aspirare alla carica di presidente della Libia. Proprio oggi, inoltre, il procuratore militare il generale della Libia, Rukn Masoud Mesbah, ha rinnovato la sua richiesta di sospendere le procedure di candidatura di Gheddafi e di Haftar fino al completamento delle indagini sulle accuse nei loro confronti. In un appello rivolto al capo dell’Alta commissione elettorale, il procuratore militare ha fatto riferimento a quattro presunti reati di cui è stato accusato Haftar e alle accuse di crimini di guerra contro il secondogenito del defunto leader libico Gheddafi.



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