Libia e Ciad: la rappresentante Ue Emanuela Del Re parla ad Agenzia Nova

L'intervista a seguito degli importanti incontri avuti a Bruxelles a N'Djamena

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La Libia occupa una posizione strategica sul Mar Mediterraneo e la stabilizzazione dell’area potrebbe creare grandi opportunità e occasioni di sviluppo reale sul piano economico. Lo ha affermato in un’intervista ad “Agenzia Nova”, Emanuela Del Re, rappresentante speciale dell’Unione europea per il Sahel (Rsue/Eusr), che ieri ha incontrato a Bruxelles il vicepresidente libico, Moussa Al Kuni. “I traffici commerciali che si creano nei Paesi del Sahel difficilmente riescono a muovere l’economia locale”, ha affermato la Del Re, secondo la quale il Paese nordafricano potrebbe fungere da hub regionale grazie alla sua posizione strategica. “Con il vicepresidente abbiamo parlato delle attuali difficoltà della Libia di esportazione”, ha proseguito Del Re, evidenziando come il Paese potrebbe trarre grande vantaggio economico da un’eventuale stabilizzazione dell’area. “C’è la volontà sia da parte dei Paesi del Sahel sia della Libia di trovare una formula per far fronte a problemi pressanti, tra cui il rientro dei mercenari (dalla Libia in Ciad) e il traffico di armi”, ha proseguito la rappresentante speciale dell’Ue per il Sahel, sottolineando la forte preoccupazione condivisa con Al Kuni in merito alla diffusione dei gruppi armati.



In occasione dell’incontro, Del Re ha evidenziato il continuo sostegno dell’Ue nei confronti di missioni volte al raggiungimento della sicurezza a lungo termine. “Abbiamo discusso anche di questioni relative al Mali e alle instabilità regionali, nonché di terrorismo e in particolare di gruppi armati, problema legato alla forte mancanza di governance”, ha proseguito. La rappresentante dell’Ue per il Sahel e il vicepresidente libico hanno inoltre concordato sulla necessità di intervenire per cercare forme di sviluppo che rendano i giovani più “solidi” nella loro vita quotidiana e meno inclini a cedere alle lusinghe provenienti dai gruppi armati che garantiscono “un’appartenenza e un minimo guadagno”. In questo senso, il colloquio ha interessato anche della necessità di intensificare i dialoghi nelle zone transfrontaliere al fine di creare delle opportunità costruttive. “I recenti avvenimenti in Afghanistan e in Mali destano preoccupazione in quanto creano occasioni che favoriscono l’affermazione di gruppi armati e situazioni di disorientamento”, ha sottolineato Del Re.

“Durante l’incontro è emersa la necessità della Libia di sostegno non solo finanziario ma anche politico”, ha proseguito la rappresentante dell’Ue per il Sahel, secondo cui Al Kuni ha chiesto all’Unione europea di svolgere a funzione di mediatore. “L’Ue cerca con grande attenzione di accompagnare il processi democratici, affrontare le questioni più pressanti e preparare il terreno per la stabilizzazione e lo sviluppo”, ha dichiarato Del Re esprimendo l’auspicio di poter contemporaneamente intervenire per garantire la sicurezza della regione ma anche per sfruttare la posizione geografica strategica della Libia. “La Libia è il punto di snodo con i Paesi del Sahel di tanti traffici”, ha proseguito Del Re, evidenziando la complessità del colloquio con il presidente Al Kuni per la varietà degli argomenti trattati. “Con il vicepresidente abbiamo analizzato tutte le questioni, il Ddr (il disarmo, la smobilitazione e la reintegrazione dei gruppi estremisti) la stabilità nel Sahel, l’interlocuzione tra Libia, altri Paesi nordafricani e Sahel, e infine questa consapevolezza geografica”, ha aggiunto la rappresentante dell’Ue per il Sahel, evidenziando la possibilità di trasformare un territorio che al momento sembra creare solo grandi sfide “in un enorme bacino di opportunità”.



Del Re sul Ciad

L’Unione europea segue “estremamente da vicino” la fase di transizione in atto in Ciad dopo la morte del presidente Idriss Deby Itno – ucciso dai ribelli nell’aprile scorso – e si aspetta dei “segnali chiari” da parte delle autorità di N’Djamena per quanto riguarda l’effettivo raggiungimento degli obiettivi del dialogo nazionale interno. La rappresentante è reduce da una visita in Ciad durante la quale ha incontrato, tra gli altri, il presidente ad interim Mahamat Deby Itno (figlio del defunto presidente), oltre che i principali esponenti delle autorità di transizione e i rappresentanti della società civile e delle organizzazioni internazionali e regionali.

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“Incontrare il presidente è stato molto interessante perché ha parlato del processo di transizione, del fatto che il Paese vuole rispettare i 18 mesi previsti per il completamento del processo e naturalmente sta investendo molto sul dialogo interno che è una delle tappe fondamentali del processo di transizione”, ha affermato Del Re. “Sono però presenti delle difficoltà oggettive nel realizzare la parte conclusiva della fase del dialogo, in quanto è necessario un investimento economico per il quale stanno chiedendo un investimento finanziario a diversi partner”, ha detto la rappresentante Ue a proposito del suo colloquio con Deby, ricordando in tal senso che le Nazioni Unite hanno aperto un “basket fund” per il Ciad e l’Ue ha già previsto una serie di fondi.

Chiaramente, ha proseguito Del Re, “si aspettano dei segnali chiari da parte del Ciad per quanto riguarda l’effettivo raggiungimento degli obiettivi previsti da ciascuna fase. Devo dire però che avendo analizzato approfonditamente il metodo utilizzato per mettere in piedi questo dialogo inclusivo – che si rivolge a tutte le parti sociali per fare in modo che ci sia una condivisione degli obiettivi – mi sembra che ci siano segnali positivi di avanzamento sia delle fasi del processo di transizione, sia nella metodologia e nell’approccio”, ha detto. “I dialoghi e la visita sono stati molto proficui perché mi hanno permesso di conoscere da vicino le prospettive diverse di tutte le parti sociali e questo è molto importante. Ho incontrato anche molti rappresentanti della stampa”, ha aggiunto la rappresentante Ue che ha definito la sua visita in Ciad “molto intensa e articolata”. Dall’inizio del suo mandato, nel luglio scorso, Del Re ha effettuato missioni in Mali, Camerun, Burkina Faso e Mauritania.

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